C’era una volta un autobus di un bel giallo brillante
che trascorreva le sue giornate viaggiando.
La recensione di L’autobus giallo, Loren Long
Un autobus giallo porta tutti i giorni a scuola i bambini. Apre gli sportelli, i piccoli salgono e inizia il viaggio lungo le stradine della città.
Gli anni passano e l’autobus viene reimpiegato per il trasporto degli anziani. Non si sente più il vociare rumoroso dei giovani, lo sportello posteriore è ora attrezzato con una pedana per chi non cammina ed è decorato da pennellate arcobaleno.
Il tempo continua a scorrere implacabile. L’autobus è prima parcheggiato e dimenticato sotto un ponte, diventa una casa per chi non ha dove stare, poi un parco giochi per capre acrobate e infine si inabissa. Come sarà la vita tra i pesci in profondità?
La mia opinione su L’autobus giallo, Loren Long
Loren Long racconta una storia che tocca il cuore del lettore e riempie gli occhi di bellezza.
Quando si può dire finita la vita di un oggetto? Secondo Long mai perché anche se cambia il luogo, i tempi e il pubblico, l’autobus giallo continua a esistere.
Forse dovremmo prendere tutti un momento per riflettere sullo scorrere del tempo e sul senso delle cose, su cosa significhi cambiare e su come un oggetto possa diventare depositario di una parte di felicità di chi l’ha usato.
È un autobus che illumina la vita di chiunque incontri, uomo o animale, e riesce sempre a trasformarsi rimanendo fedele allo scopo per cui è stato concepito: essere luogo di accoglienza, porto sicuro, traghetto verso luoghi felici.
Una storia piena di gioia che ci ricorda che a volte la fine è solo un nuovo inizio.
Buona lettura.,
L’autobus giallo
Loren Long
Orecchio Acerbo, 2025, p. 48, €. 17,00