
Poi in un attimo era arrivata la sera, le macchine e i telefoni avevano iniziato a scattare con il flash, qualcuno aveva infilato una felpa. Non c’era nessuno, intorno a me, che parlasse francese. Non c’era nessuno, oltre a me, che fosse solo.
La recensione di Paris, s’il vous plait, Eleonora Marangoni
Il racconto di una Parigi non da turisti. O meglio, non solo da turisti.
Il racconto di una Parigi che mentre camminiamo per Rue de Rivoli fa affiorare il ricordo di un famoso bacio in una più famosa fotografia d’autore: noi non lo sapevamo ma sì, si trovavano proprio nel punto dove abbiamo appena posato i piedi.
Il racconto di una Parigi che è vita quotidiana, oggetti abbandonati, objets trouvés, che vivono continuamente nuove vite, ogni volta che cambiano proprietario.
Ogni capitolo è distinto da un titolo e un sottotitolo. Il primo fa riferimento a qualche particolare esperienza che viene raccontata, il sottotitolo alla zona della città di cui si parla.
Come scritto in retrocopertina: “Come tutte le storie d’amore, Paris, s’il vous plaît è appassionato, pieno di curve, promesse e imprevisti. E un pezzo alla volta Parigi ce la restituisce intera, archivio dei ricordi e continua scoperta, rifugio privato di cui non possiamo fare a meno.”
Per molti anni, in tanti modi diversi e nonostante i suoi cieli bianchi, Parigi per me è stata luce e, quando la luce non c’era, è stato un bel posto per aspettare che tornasse. È qualcosa che ha a che fare con il suo lasciarci liberi di leggerla come vogliamo, quel contraddirsi di continuo da sola, essere al tempo stesso cosmopolita e sciovinista, distaccata e galante, organizzata e amante dell’improvvisazione, curiosa del futuro e irresistibilmente attratta dalla malinconia.
La mia opinione su Paris, s’il vous plait, Eleonora Marangoni
Dico tutta la verità: potrei citare tutto il libro, più o meno, una frase dopo l’altra. A ogni pagina trovo aspetti inattesi che però rispecchiano le emozioni e le sensazioni che ho provato nel mio primo viaggio a Parigi, in questa strana estate 2025.
So che agosto non è il mese migliore, che molte attività sono chiuse e che la vita non è quella della Parigi del resto dell’anno, ma tant’è, uno si deve adeguare e l’unico momento disponibile per visitare la citè de l’amour era proprio agosto.
Mi sono preparata in ritardo, come mio solito: ho cercato libri che non fossero guide ma assaggi di vita normale, e ho finito di leggere questo libro e un altro che vi racconterò prossimamente, solo ora.
Lo scrivevo proprio ieri a un’amica di penna ☺️ conosciuta online: non è stato amore immediato quello mio per Parigi, piuttosto me ne sto innamorando ora, leggendo e ricordando luoghi momenti profumi ombre e brezze.
Eleonora Marangoni (che Parigi l’ha vissuta, persa e ritrovata) è stata capace di raccontare una Parigi che è diversa da tutte quelle che ci hanno raccontato eppure è sempre la stessa, una Parigi emozionante e nostalgica al di là dei suoi monumenti e dei luoghi celebri, una Parigi che è vita quotidiana e ricerca di sé.
Se state cercando una guida alternativa, sopra le righe, che non sia una lista di percorsi e monumenti ma che profumi di incontri casuali, acquisti strambi, tassisti melomani, manichini Stockman da rivivere… beh, Paris, s’il vous plait di Eleonora Marangoni è il libro che fa per voi.
Paris, s’il vous plait
Eleonora Marangoni
Einaudi, 2022, p. 208, €. 18,50