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Io ero il numero 21626, Maristella Maggi

E noi? Che ci facciamo qui? Dove è finita la nostra vita? La riavremo? Quando?
Quel mondo che ho lasciato solo da pochi mesi all’improvviso mi appare lontano, irraggiungibile. La nostalgia della mia famiglia è un nastro delicato, ma ora sembra stringermi e farmi male. Respiro e vado avanti.

La recensione di Io ero il numero 21626, Maristella Maggi

Venanzio Gibillini non ha ancora diciannove anni quando gli arriva la cartolina che lo chiama alla leva militare. Lui vorrebbe non rispondere ma sa che è impossibile.

Il 5 agosto del 1943 il ragazzo si presenta in caserma ma dopo pochi giorni, precisamente l’otto settembre, il generale Badoglio annuncia l‘armistizio, la guerra è finita!

Cosa fare ora?

Nello scompiglio generale Venanzio come gli altri si rende conto che la loro posizione è precaria: rimanere in caserma o considerarsi liberi e tornare a casa? L’interrogativo più grande è però un altro: ora, i tedeschi, cosa faranno agli italiani?

Venanzio verrà fatto prigioniero e deportato prima a Flossenburg e poi a Kottern, un sottocampo di Dachau, dove rimarrà fino all’aprile del 1945 quando, dopo una marcia interminabile, sarà finalmente libero.

La mia opinione su Io ero il numero 21626, Maristella Maggi

Maristella Maggi dopo aver incontrato Venanzio Gibillini decide di mettere su carta la sua testimonianza. Si parla sempre di campi di concentramento, oppressione e orrore in riferimento alla deportazione degli ebrei ma spesso si dimentica che i nazisti deportarono dopo l’8 settembre tutti quelli che consideravano nemici: italiani renitenti alla leva, dissidenti politici o chiunque potesse essere considerato un pericolo.

Il racconto di Venanzio è quello di un ragazzo che si trova a vivere gli orrori della violenza dei kapò, la disperazione data dalla fame e dal freddo e l’incertezza del futuro.

È un racconto forte e drammatico che mette in luce la forza della resilienza.

Sul finale Venanzio lascia un messaggio bellissimo e di speranza: la voglia di non sprecare nemmeno un attimo della vita, il desiderio di aiutare chiunque ne avesse bisogno. È un insegnamento magnifico su come, anche dopo la deportazione e gli orrori del nazismo, si possa ricominciare.

Buona lettura.

Io ero il numero 216226
Maristella Maggi
Gallucci Bros, 2025, p. 224, €. 14,50

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