
Immagino che, se avesse voluto, mia madre avrebbe potuto essere una strega.
La recensione di La foresta incantata, Mary Stewart
Gilly Ramsey è vissuta in una famiglia molto morigerata e tradizionalista, padre pastore e madre casalinga. L’unica figura degna di nota della sua infanzia è sempre stata la cugina Geillis capace di giungere in visita quando più ne aveva bisogno e dall’indiscutibile aura magica.
Quando Gilly, ormai ventenne, rimane orfana di entrambi i genitori riceve in eredità dalla cugina una vecchia casa nel Wiltshire, Thornyhold. Per Gilly la casa è un dono insperato e assolutamente necessario e vi si trasferisce subito.
Thornyhold è l’emblema della casa di campagna: lontana dalla strada principale, grande, circondata dalla foresta. C’è anche un ragazzino curioso, una vicina ficcanaso, un bel gattone nero e una stanza chiusa a chiave.
Che la cugina Geillis fosse davvero una strega come ha sempre pensato la ragazza? Di sicuro l’aspetto della casa e gli strani sogni che accompagnano le notti di Gilly da quando si è trasferita sembrano in qualche modo confermalo.
La mia opinione su La foresta incantata, Mary Stewart
Ho letto questo libro da adolescente e l’ho riletto ora con estrema gioia. Mary Stewart scrive una storia meravigliosa sul crescere, prendere le redini della propria vita e innamorarsi e perché no, scoprirsi magiche. Le descrizioni del paesaggio, della natura, i piccoli dettagli rendono il libro un quadro ricchissimo da osservare con attenzione.
Chi non vorrebbe una cugina strega che scruta il futuro in una palla di vetro, comprende l’animo degli animali e indovina sempre cosa accadrà? Un deus ex machina magico capace di sollevare gli animi dalla tristezza e donare la spinta necessaria a vivere il presente.
Perché ciò che Mary Stewart ci dice in questo libro è che la magia è dentro di noi. Non è fatta di bacchette magiche o incantesimi potenti ma di scelte, di coraggio e di amore. Soprattutto di amore.
Buona lettura.
La foresta incantata
Mary Stewart
Rizzoli, 1989, p. 240, €. 14,00