
Primi di settembre. Cinque giorni. Wolf Hall.
La recensione di Wolf Hall, Hilary Mantel
Thomas Cromwell è passato alla storia come primo ministro di Enrico VIII e una delle figure centrali del sedicesimo secolo ma alla sua nascita nessuno avrebbe scommesso su di lui.
Thomas infatti era figlio di un fabbro di Putney ma dimostrò fin da subito di essere destinato a grandi cose. Esperto in molti campi, pur venendo dal nulla arrivò in cima alla scala sociale del tempo diventando uno degli uomini più vicini al re.
Il romanzo di Hilary Mantel ci racconta chi era Cromwell e come diventò il personaggio storico che conosciamo. Primo di una trilogia – Wolf Hall, Anna Bolena, una questione di famiglia e Lo specchio e la luce – il romanzo si conclude con la morte di Tommaso Moro nel 1535. Nel 2009 è stato insignito del Man Booker Prize.
La mia opinione su Wolf Hall, Hilary Mantel
PERCHÈ LEGGERE QUESTO LIBRO?
Amate la storia? Andate in visibilio per il periodo Tudor e la corte di Enrico VIII? Allora questo libro vi regalerà moltissime soddisfazioni. Dettagliato, ricco di personaggi ed episodi vi farà vivere davvero quell’epoca. Sarà come osservare i Tudor da dietro la porta. Hilary Mantel ha svolto un lavoro pedissequo e certosino su centinaia di documenti, come lei stessa ha spesso ricordato, e questa ricerca attenta rende la lettura interessante soprattutto se amate sapere nei minimi dettagli qualunque cosa.
COSA NON MI È PIACIUTO?
Avete letto quello che ho scritto nel paragrafo precedente? Ecco, il romanzo ha sì tanti lati positivi ma ne ha anche uno estremamente negativo: TEDIA. Se, oltre a un romanzo storico, state cercando anche un’opera che tenga alto il vostro interesse allora abbandonate subito l’idea di cimentarvi nella lettura perché Wolf Hall vi annoierà mortalmente. Tutto il lavoro di ricerca, tutti i dettagli pedissequi si inanellano in una narrazione che invece di affascinare sfianca il povero lettore che di fatto si ritrova tra le mani un diario giornaliero dell’epoca.
Ho comprato il romanzo con l’idea di tuffarmi nel sedicesimo secolo e di godermelo per un po’. Invece alla fine è stata una fatica portarlo a termine, confesso che più che il piacere è stata la testardaggine a farmi arrivare all’ultima pagina. Tanto ero rimasta scontenta, e volendo convincermi che il problema fossi io e non l’opera, che ho comprato anche gli altri due volumi della trilogia. Il secondo ha avuto lo stesso effetto di Wolf Hall. Sul terzo ho alzato bandiera bianca e non l’ho mai finito.
Che dirvi? Io i Tudor li amo e li amerò ma tra Philippa Gregory e Hilary Mantel continuerò a preferire sempre e comunque la Gregory. Non sarà insignita di premi importanti, non sarà così attenta ai documenti ma con i suoi libri mi diverto e arrivo all’ultima pagina soddisfatta. Con Hilary Mantel invece non faccio altro che chiedermi: quanto manca? – E visto che è un libro e non un viaggio a lunga percorrenza direi che il mio rapporto con lei può dirsi definitivamente concluso.
Buona lettura.
Wolf Hall
Hilary Mantel
Fazi, 2014, p. 780, €. 16,50