
Noi non abbiamo una madre. E non abbiamo una storia.
La recensione di Foxlight, Katya Balen
Fen e Rey non sanno nulla della loro mamma. Sanno solo che le ha lasciate e che quando Lissa le ha trovate la coda di tante volpi le teneva al caldo. Lissa è la responsabile del Faro, la casa dove i bambini con madri in difficoltà trovano riparo e cibo, un luogo sicuro dove crescere e aspettare. Tutti i bambini che vivono al Faro hanno un ricordo a tener loro compagnia: una foto, un biglietto. Fen e Rey non hanno niente, tranne un pezzetto di carta con un disegno a carboncino e il racconto di come Lissa le ha trovate, piccole e calde avvolte nelle codi delle volpi.
Per le due sorelle il non sapere è terribile. Fen, che è bravissima con le parole, crea ogni giorno mille storie diverse per raccontare quella madre desiderata e mai conosciuta. Ogni sera la sua storia inizia sempre con la stessa parola – Immagina – e la sorella Rey ascolta rapita.
Finché una sera Fen decide che è giunto il momento di andare a cercare la madre e convince la sorella a partire verso le terre selvagge.
La mia opinione su Foxlight, Katya Balen
L’ora della volpe, Foxlight, è quel momento in cui la notte si avvicenda al giorno e la luce avvampa tra le ombre in mille strisce arancioni che ricordano, appunto, la coda di una volpe. E la volpe è l’animale totem di tutta la storia, gancio tra le sorelle e la madre, custode dei segreti delle terre selvagge, guida verso la verità.
Fen e Rey sono molto diverse. Fen crede di essere tosta, la più coraggiosa, quella in gamba che non ha paura di niente. È convinta di dover sempre proteggere Rey, più minuta e riflessiva, amante di fiori e piante, botanica in divenire. Fen non vede l’ora di dimostrare di appartenere ai luoghi selvaggi, cosa ci vorrà mai per vivere lontano dal Faro per una come lei che da tutta la vita racconta e aspetta quel momento? L’incontro con la natura bellissima ma aspra della brughiera la schiaffeggerà duramente e incrinerà la sua sicurezza. Al contrario Rey si rivelerà la più resiliente, quella capace di affrontare le difficoltà senza lamentarsi ma trovando sempre il modo di andare avanti. Il loro viaggio sarà breve in termini di tempo ma importantissimo perché capiranno che ogni storia mescola verità e fantasia e che alla fine del viaggio non sempre si trova ciò che si desiderava tanto. Cosa più importante di tutte faranno pace con l’immagine della madre creata dai loro desideri riuscendo a perdonare la sua assenza.
Foxlight è una storia bellissima, scritta in stato di grazia. Lo stile di Katya Balen è aulico e poetico e capace di descrivere come pochi altri sensazioni, emozioni e soprattutto il mondo visto dagli occhi dell’undicenne Fen. È una storia potente e avvincente sul profondo legame tra sorelle e su cosa si è pronti a fare per scoprire le proprie origini. Racconta l’assenza e la mancanza e quanto sia destabilizzante volere risposte che nessuno dà.
Una storia intrisa di forza e poesia in grado di far sentire la potenza e la bellezza della brughiera così come la voragine che l’assenza ha scavato nell’animo delle due protagoniste. Un libro da leggere e rileggere, una vera opera d’arte.
Foxlight
Katya Balen
Einaudi Ragazzi, 2026, P. 240, €. 14,90