
La notte è decisamente troppo breve se paragonata alla mia stanchezza. Pensavo a questo mentre io e Diego facevamo colazione ancora assonnati.
Accesi il cellulare meccanicamente, quasi avessi previsto che stesse per squillare.
Diego, con la guancia accasciata nel palmo della mano e il gomito appoggiato pesantemente sul tavolo, spostò solo lo sguardo verso di me e poi lo rivolse al cielo, in segno di rassegnazione. Sapeva già chi fosse e il suo sguardo scherzosamente infastidito voleva dire: “Cominciate a prima mattina?”
Io e Francesca, amiche da tanti anni, passavamo molto tempo al telefono. I nostri impegni lavorativi limitavano molto la possibilità di incontrarci e così compensavamo con frequenti telefonate.
La recensione di Io non voglio uscire. Storia di Manuel, nato due volte di Anna De Santis
Manuel è un ragazzo nato biologicamente femmina con il nome di Martina.
Anna è una madre che si trova ad affrontare il complesso e doloroso percorso di transizione del figlio.
Fin dalla tenera età, Martina mostra una naturale inclinazione verso giochi e abbigliamento considerati tipicamente maschili, atteggiamenti che Anna inizialmente interpreta come una semplice fase passeggera. Con l’arrivo dell’adolescenza, però, la distanza tra l’identità percepita e il corpo biologico si trasforma in un conflitto sempre più profondo e difficile da gestire, fatto di incomprensioni, ribellioni scolastiche e tentativi frustranti di aderire alle aspettative familiari.
Martina prova anche a compiacere la madre indossando abiti femminili, ma ogni tentativo non fa che aumentare il disagio e il senso di estraneità verso sé stessa. Il punto di rottura arriva quando confessa la propria attrazione per le donne e il desiderio di trasferirsi lontano da casa per vivere liberamente la propria identità. Da quel momento, il rapporto familiare entra in una fase di forte crisi e incomunicabilità.
Anna, inizialmente bloccata da paura, rifiuto e pregiudizi, si trova costretta a confrontarsi con una realtà che fatica ad accettare: una psicologa le comunica infatti che Martina desidera essere chiamata Manuel. È l’inizio di un percorso lungo e doloroso, attraversato da sensi di colpa, smarrimento e dalla sensazione di vivere un lutto.
L’allontanamento di Manuel e il periodo della pandemia diventano però occasione di riflessione. Poco alla volta, Anna riesce ad avvicinarsi al vissuto del figlio e a riscoprire un amore capace di andare oltre le proprie paure e convinzioni. Fondamentale, in questo processo, è anche il cortometraggio realizzato da Manuel, Mascara, attraverso cui la madre comprende finalmente il dolore e la sofferenza interiore che il figlio ha vissuto per anni.
Grazie a questa nuova consapevolezza, Anna sceglie di accompagnare Manuel nel percorso di transizione legale e chirurgica, autorizzato infine dal tribunale.
Vivere nel corpo sbagliato non è solo difficile, è impossibile.
La mia opinione di Io non voglio uscire. Storia di Manuel, nato due volte di Anna De Santis
Io non voglio uscire è un racconto intimo, sincero e profondamente umano, in cui Anna De Santis ripercorre il difficile cammino affrontato insieme al figlio Manuel, dai primi segnali dell’infanzia fino alla piena consapevolezza raggiunta in età adulta.
Il libro non si limita a raccontare una transizione di genere, ma mette al centro soprattutto il punto di vista di una madre che si trova improvvisamente a fare i conti con paure, pregiudizi, senso di fallimento e difficoltà nell’accettare una realtà diversa da quella immaginata per la propria figlia. Proprio questo approccio rende la narrazione particolarmente intensa: il lettore assiste non solo al dolore di Manuel, ma anche al lento e faticoso percorso interiore di Anna verso la comprensione.
Sullo sfondo della pandemia di COVID-19, i ricordi familiari, gli scontri generazionali e i silenzi accumulati negli anni si intrecciano in una testimonianza toccante sulla disforia di genere e sull’importanza dell’ascolto. La scrittura mantiene un tono diretto e personale, capace di trasmettere tutta la fragilità emotiva dei protagonisti senza mai perdere autenticità.
Ne emerge un libro doloroso ma anche profondamente empatico, che racconta quanto possa essere complesso, per un genitore, accettare il cambiamento del proprio figlio, ma anche quanto l’amore possa trasformarsi e diventare comprensione. Un viaggio emotivo intenso, fatto di cadute, incomprensioni e graduali aperture, che invita a riflettere sul significato dell’identità, dell’accettazione e dei legami familiari.
Buona lettura.
Io non voglio uscire. Storia di Manuel, nato due volte
Anna De Santis
Giuseppe De Nicola, 2024, 168 pag., € 18.00