
Ottobre 2002
Notte è una parola così dolce. Sembra portare con sé pace, un’eco lontana che giunge fino a te per risucchiarti nella nebbia dell’oblio, soffice e avvolgente, protettiva. Una nebbia fitta, che sostiene e fa galleggiare il tuo corpo nel nulla. Fino a quando un raggio di sole non si insinua tra le persiane fino ad arrivare alle palpebre, o suona la sveglia, e la nebbia si dissolve in un attimo e cadi fino a svegliarti.
La recensione di L’odore del sonno di Simona Cantelmi
Al centro di questa storia ci sono Anna e Jack. Il loro rapporto comincia a incrinarsi quando nella vita di Jack entra Giovanni Golino, una persona che ad Anna trasmette fin dal primo momento una sensazione difficile da ignorare: quella di essere davanti a qualcuno da cui sarebbe meglio stare alla larga.
Ma come si fa a spiegare una sensazione? Non sempre abbiamo prove, fatti concreti o qualcosa a cui aggrapparci. A volte ci sono soltanto dettagli, sguardi, mezze frasi, atteggiamenti che sembrano fuori posto. E quella fastidiosa impressione che qualcosa non torni.
Anna si trova così a fare i conti con un dubbio che diventa sempre più difficile da mettere a tacere: deve fidarsi delle proprie sensazioni o convincersi che si tratti soltanto di gelosia, paura, irrazionalità?
Poi Giovanni scompare e il suo nome finisce nella cronaca locale, collegato a un’operazione antidroga. L’indagine del commissario Barbieri porta alla luce debiti, traffici illeciti, rivalità e possibili regolamenti di conti. E più emergono nuovi elementi, più la scomparsa dell’uomo sembra nascondere qualcosa di serio.
La storia procede così su due piani che finiscono inevitabilmente per intrecciarsi: da una parte l’indagine, fatta di testimonianze, interrogatori e tasselli da ricomporre; dall’altra Anna e il suo mondo interiore, fatto di paure, dubbi e domande che finiscono per coinvolgere anche l’uomo che ama.
La mia opinione di L’odore del sonno di Simona Cantelmi
L’odore del sonno di Simona Cantelmi, pubblicato da Les Flâneurs Edizioni, è un noir psicologico che si muove sul sottile confine tra amore e paura, fiducia e sospetto.
Quello che trovo più interessante in L’odore del sonno è proprio l’incontro tra noir e dimensione psicologica. Il mistero legato alla scomparsa di Giovanni è certamente il motore della storia, ma accanto all’indagine c’è qualcosa di altrettanto importante: il modo in cui il sospetto può insinuarsi nei rapporti e cambiare il nostro modo di guardare le persone che abbiamo accanto.
Anna, infatti, non deve soltanto capire che cosa sia successo a Giovanni. Deve anche decidere quanto fidarsi delle proprie percezioni e quanto, invece, continuare a fidarsi di Jack. Perché quando un dubbio comincia a insinuarsi, anche le certezze che sembravano più solide possono vacillare.
L’odore del sonno è quindi una storia in cui la ricerca della verità non riguarda soltanto la scomparsa di Giovanni, ma anche i rapporti tra le persone e la capacità di ascoltare quelle sensazioni che ci avvertono che qualcosa non va. Una storia in cui capire di chi fidarsi può essere importante tanto quanto scoprire cosa è realmente accaduto.
L’odore del sonno
Simona Cantelmi
Les Flâneurs Edizioni, 2026, 206 pag., € 16.00