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L’arca di Nina, Anna Sartorio

I bambini come Nina hanno un Dio speciale. Che le loro storie abbiano un lieto fine oppure no, che vivano o che muoiano, hanno un Dio speciale, apposta per loro. E’ un Dio Mamma che sa cambiare i pannolini. Che li coccola la notte quando iniziano a mettere i denti. Che insegna loro a camminare tra le nuvole. Quelli che non ce la fanno è lassù che vanno a finire, tra le nuvole, a giocare con la stessa materia di cui sono fatte. Se non fosse così, plasmerebbe tutti quei conigli e quei cani e quelle pecore che vediamo nei cieli a primavera? Sono i bamini di lassù, che da lassù ci dicono come nulla di quanto abbiamo sofferto sia andato perduto, perchè le nostre lacrime hanno spalancato per loro i cancelli del cielo. Molti di noi non se ne accorgono. Restiamo quaggiù a piangere le loro vite brevi senza capire che in realtà è su noi stessi che piangiamo. Sul vuoto in cui si sprofonda dopo aver sognato di abbracciarli e vederli crescere. Tutti noi viviamo così accartocciati nel nostro dolore che nemmeno ci pensiamo, a quell’immenso e amorevole Dio Mamma che si prenderà cura di loro. Ci preoccupiamo delle nostre ferite senza vedere che i nostri figli, lassù, non avranno mai il raffreddore, non si sbucceranno le ginocchia cadendo dalla bicicletta e nessun dottore li opererà di adenoidi. Al contrario di quanto è accaduto a noi crescendo, loro non perderanno l’innocenza, e non saranno costretti a difendersi con armi o parole. Non conosceranno la menzogna. Non rischieremo di vederli diventare ingrati, meschini e talvolta crudeli. Mi piace pensare che certe anime scelgano liberamente di restare poco quaggiù, per rimanere pulite.

La recensione di L’arca di Nina di Anna Sartorio

Nina è una bambina nata molto prima del tempo.

Lotta ogni giorno per vivere e, invece degli orsetti di peluche, nella sua ‘Arca’ – l’incubatrice che l’accoglie – ha una moltitudine di tubicini, cateteri e sondini e flebo che la aiutano a mangiare, a respirare, a farle battere il cuore come dovrebbe.

La sua mamma sta lì, vicina a lei e le parla con il cuore in mano. La tocca e la accarezza, per farle sentire i confini del mondo.

Si apre a chi affronta questo libro un universo poco conosciuto dai più: quello di un reparto di terapia intensiva neonatale, dove si trovano bambini che ogni giorno, con le loro mamme, lottano per sopravvivere, dove pochi grammi possono fare la differenza, dove si spera di arrivare al giorno dopo.

Anna, la mamma di Nina, ci porta con lei nei corridoi del reparto, ci fa sperare e sussultare ascoltando le parole dei dottori, ci fa commuovere, raccontando le feste per il raggiungimento del ‘chilo’.

E’ un racconto denso di dolore, il suo, di quel dolore che non può essere condiviso, perché è talmente forte che entra nell’anima e con lei convive per sempre.

Anna Sartorio è una giornalista, quindi sa raccontare in modo preciso e definito, sa usare le giuste parole per descrivere quello che vede e quello che accade. Spiega i termini tecnici che ascolta dai dottori con Devoto-Oli alla mano. Annota sul suo quaderno degli appunti, da perfetta cronista, tutti i progressi e i regressi della sua piccola. E’ precisa, di una precisione maniacale, fredda e lucida.

Ma quello che ‘sente’… quello sì che è come una lancia che trafigge!

I suoi stati d’animo, il dolore che prova nel vedere il corpicino della sua minuscola bambina per la prima volta, l’ansia e il panico e tutto il mondo che le gira vorticosamente intorno mentre Nina ha l’ennesima crisi respiratoria della giornata…

La mia opinione di L’arca di Nina di Anna Sartorio

Il dramma vero di Nina e di Anna mi è entrato nel cuore come una lancia: improvvisi e penetranti, l’Urlo e gli Artigli che le hanno accompagnate per tutto il tempo, li ho sentiti anche io e ho pianto con loro.

Questo libro è stato definito ‘graffiante’ e ‘crudo’, e lo è davvero: è diretto come una pugnalata nello stomaco, è addirittura massacrante, per chi si rivede in questa storia, o semplicemente si azzarda a pensare che ‘sarebbe potuto accadere anche a me’: ma quello che ho voluto vedere io, dall’inizio fino alla fine, è stato solo l’immenso e sconfinato amore che prova una madre per la sua creatura. E forse – senza niente togliere ai papà – solo chi è madre può vederlo.

Ma questa è solo la mia opinione.

L’ARCA DI NINA
Anna Sartorio
TEA, 2005, pag. 245 € 8,60

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

9 COMMENTS

  1. La tua recensione è molto toccante, però purtroppo non mi piace affrontare questi temi nei libri: mi sembra quasi di guardare dal buco della serratura, o forse semplicemente non li reggo.
    Credo possa essere un bellissimo libro.

    • Anche per me era così… poi forse, come in tutte le cose, arriva all’improvviso il momento in cui senti di dover affrontare certi argomenti.
      E’ una storia vera. E coinvolge ed emoziona. E ti assicuro che leggendola non ti senti come se stessi spiando qualcuno ma come se tu fossi una delle protagoniste…

    • Ho letto il libro tempo fa, e mi è rimasto nel cuore, davvero commovente , non ho potuto non piangere…l’amore per i figli è qualcosa che non si riesce a descrivere proprio perchè è socnfinato! un abbraccio Nico.

  2. per favore non si trova il libro l’arca di Nina . Mi può indicsre dove posso trovarlo
    grazie Teresa

    • Ciao Teresa,
      purtroppo vedo che al momento su Amazon non è disponibile, ti conviene tenerlo monitorato in modo da acquistarlo non appena ci saranno copie disponibili… Io l’ho preso proprio su Amazon!

  3. Ho visto che non è disponibile nemmeno su IBS. Forse la cosa più immediata è chiedere informazioni alla casa editrice TEA Fax 0234597204. Se lo trovo metto un indirizzo mail. In bocca al lupo!

  4. E’ un libro bellissimo, scritto con quello stile giornalistico fluido e anticonformista che mi piace tantissimo. Al tempo stesso è un libro che trabocca d’amore e fortunatamente ha anche un lieto fine. l’ho riletto 3 volte e mi sorprende sempre la capacità dell’autrice di essere ironica e spesso anche divertente nella narrazione pur essendo inserita in un contesto non certo allegro…. Auguri alla fortissima Nina per un luminoso futuro: se lo merita!

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