A tu per tu con…Creativamente

    Durante la Fiera del Libro che si è svolta la settimana scorsa a Roma, Più Libri Più Liberi, ho avuto modo di incontrare Emanuele Pessi,  fondatore di un’azienda davvero particolare: Creativamente, specializzata in giochi educativi da tavolo, con una “marcia in più”.

    Da questo piacevole incontro a tre (che, oramai, non posso fare nulla senza la mia fotografa personale 🙂 ) ne è uscita un’intervista – chiacchierata, con la quale siamo riuscite a conoscere qualcosa in più di Creativamente e di tutto quello che c’è dietro.

    La chiacchierata Creativa…

    • Com’è nata l’idea di Creativamente?
      Fino al 2002 mi occupavo di tutt’altro, ero un manager di Information Technology. Poi, molto per caso, ho inventato un gioco, che è in pratica l’antenato di Parolandia. L’idea è stata quella di creare il mattoncino e la parola per costruire le frasi. In quel caso le frasi sono state messe su carte da gioco.  Questa soluzione è piaciuta molto alla Del Nero, che ha deciso di distribuire il gioco.
      Da li mi sono deciso a mollare il lavoro e, conseguentemente, ho creato la mia casa editrice. E così è nata Creativamente. I primi due anni sono stati essenzialmente di studio dell’ambiente, di familiarizzazione con i materiali utilizzati, ad esempio.
      I primi prodotti che ho creato sono stati il Parolandia, Pytagora e Cardles. Parolandia è stata la seconda idea, ossia quella di trasferire le parole dalle carte da gioco ai pezzi del puzzle.
      Poi è seguito un periodo di stallo, nel quale, oltre a portare avanti la produzione di questi prodotti ho anche affiancato un lavoro di consulenza presso alcune aziende. Fino a che, intorno al 2006 ho deciso di dedicarmi totalmente alla mia azienda. E da li sono nati, piano piano, tutti i giochi nuovi. E la cosa bella  è che comunque, Parolandia continua ad essere il gioco più richiesto e più amato.
    • Dove vengono distribuiti i giochi?
      Principalmente nelle librerie, grazie ad alcuni collaboratori che si occupano dell’aspetto commerciale. Sono principalmente persone che si sono appassionate al nostro prodotto e hanno deciso di venderlo.
      E comunque sul nostro sito si possono acquistare direttamente i prodotti.
    • Quali materiali utilizzate per creare i giochi?
      Vengono utilizzati soltanto prodotti italiani. Abbiamo fatto un’ampia ricerca per trovare i materiali più adatti per ciascun gioco, quelli che ci soddisfacevano di più.
      L’idea è che quando una persona apre la scatola di un nostro gioco e vede i materiali con il quale è fatto, i particolari, percepisce l’amore e l’attenzione con il quale è stato creato. Perchè se l’idea è buona poi per mantenerla tale devi crearla con la giusta cura.
      Ed è anche questo il motivo per il quale sono sempre presente a tutte le fiere. Mi piace il contatto con il cliente, mi piace ricevere critiche, anche negative, perchè aiutano a migliorarsi. Mi piace collaborare con persone che capiscono i bambini.
    • E’ difficile creare un gioco?
      Diciamo che per creare un buon gioco ci si impiega tanto. La difficoltà sta nel selezionare tutte le idee per evitare di fare un “minestrone”. Ci vuole pazienza, perchè occorre provare il gioco più volte, per capire cosa funziona e cosa, invece, deve essere modificato per rendere il meccanismo perfetto. Dico sempre che un gioco è come una ricetta: per riuscire occorre utilizzare gli ingredienti giusti, dosati nel modo giusto.
      Una componente principale dei miei giochi è, senza dubbio, il divertimento (domande con risposte che fanno ridere ad esempio). E ovviamente l’elemento educativo. Visto che il bambino, giocando, è predisposto all’ascolto, facciamo in modo di dargli qualcosa che lo stimoli a pensare. Come dico sempre: “Il trucco è guardare il mondo con occhi curiosi”.
    • Ci parli un pochino del vostro Manifesto?
      Certamente! La filosofia di Creativamente si può riassumere in “Ludo Ergo Sum”, ossia Gioco, dunque Esisto! I nostri giochi sono caratterizzati da sei aspetti, o percorsi e cioè: l’Apprendimento, lo sviluppo dell’Autostima, il Divertimento, la scoperta della Fisicità, il rispetto delle Regole e il valore della Socializzazione.

    Ringraziamo Emanuele per la bella chiacchierata e per aver avuto la costanza di continuare il suo percorso creativo…perchè io, la scorsa settimana ho acquistato Fonolandia, la versione per i piccoli di Parolandia….e la mia bimba ci gioca in ogni momento!

    2 COMMENTS

    1. Adoro giocare con le parole, mi piacciono i giochi da tavolo e – a leggerla ora – direi che la filosofia ‘Ludo ergo Sum’ è anche la mia…
      Volo subito a curiosare sul sito, che Babbo Natale non è ancora arrivato, forse faccio in tempo! 😉

      • Pole guarda io ho comprato il fonolandia, che è praticamente la versione per bambini piccoli del parolandia…è sempre un puzzle, solo che invece di unire le parole per formare le frasi si devono unire le figure che hanno un fonema in comune (e ovviamente, le parole che non hanno manco un fonema in comune non si riescono ad attaccare le une alle altre, come un puzzle che si rispetti) 🙂
        Sono giochi fatti molto bene e, soprattuto, stimolano la creatività (che non è poco!)

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