La mia “avventura” di intervistatrice prosegue. Stavolta ho avuto il piacere di intervistare di persona Brunonia Barry, autrice de La lettrice bugiarda e de La ragazza che rubava le stelle, che abbiamo recensito qualche giorno fa.
E’ stato un incontro molto piacevole. Ho scoperto una persona molto disponibile, solare e simpatica, che mi ha messo a mio agio e che, soprattutto, è stata molto paziente perchè è riuscita a rispondere a tutte le mie domande (anche quelle un po’ strane) con il sorriso sulle labbra.
Eccovi cosa ne è uscito fuori:
L’intervista a Brunonia Barry
- La ragazza che rubava le stelle parla di tante cose: di magia, di senso di colpa, di letteratura, di libri. Com’è nata l’idea di scrivere la storia di Zee e della sua famiglia fuori dagli schemi?
Mi era stato chiesto di scrivere una storia di Salem, ma in modo diverso. E non avevo la più pallida idea di cosa avrei scritto. Così, mi sono messa a passeggiare per la città una mattina, sorseggiando il mio caffè.
Mi sono ritrovata in un posto che si trova sul porto di Salem e mi sono avvicinata alla Friendship, la nave descritta nel libro. Guardavo il rigger che saliva in cima alle vele, e non so se è stato l’effetto del caffè che stavo bevendo, ma vederlo salire così in alto mi faceva un po’ di paura. E ad un certo punto ho sentito una specie di voce nella mia mente che diceva “Sembra quasi un ballerino, o un ragno”. Non lo sapevo ancora, ma quella era la voce di Zee. E questo è il punto in cui è partito il suo personaggio. Poi ho iniziato a pensare alla storia di Salem e alle navi, che mi hanno dato qualche spunto interessante. Quando poi sono passata davanti alla Casa dei sette abbaini, che è uno dei miei posti preferiti, mi sono immaginata un uomo che ricostruisse il negozio di Hephzibah nella casa di fronte. E la cosa buffa è che a quel punto ho sentito di nuovo la voce di Zee che mi diceva “Ma quello è mio padre!”. Il primo personaggio che ho delineato in modo preciso è stato, invece, il padre. Mi sono chiesta chi fosse questo studioso di Hawthorne, che tipo fosse sua figlia. E’ iniziato tutto da lì. - Zee ritrova un racconto breve scritto da sua madre Maureen, che però lo aveva lasciato incompleto, senza finale. Mi chiedevo, per lei è stato più difficile creare l’inizio del suo romanzo o il finale?
Beh, in realtà gli inizi dei miei romanzi non sono mai i veri inizi. Quando scrivo un libro inizio semplicemente a scrivere e poi, ad certo punto, nelle prime cento pagine, trovo l’inizio reale. Se non procedessi in questo modo allora si, l’inizio sarebbe la parte più difficile da scrivere. E fidandomi di questo procedimento, ho trovato facilmente l’inizio de La ragazza che rubava le stelle. Trovare il finale è stata, probabilmente la cosa più difficile da fare. Nel primo romanzo, invece, avevo già in mente la fine, anche se poi, improvvisamente, ho cambiato idea e quel finale mi è arrivato un po’ addosso.
Ne La ragazza che rubava le stelle, invece, è stato molto più difficile perchè volevo che fosse un finale pieno di speranza ma senza esagerare. Non mi piace quando tutto finisce bene e tutte le cose collimano alla perfezione perchè la vita non funziona così. E volevo che il lettore fosse contento di quello che aveva letto fino a quel punto, ma avevo anche la necessità, in qualche modo, di lasciare le “porte aperte”. - Tra i personaggi che ha creato in questo romanzo, qual’è quello che sente più vicino a lei e quale, invece che sente più distante?
Il personaggio che mi somiglia di più è senz’altro Melville. Credo che ognuno di noi debba prendere nella propria vita decisioni etiche e penso che quelle prese da questo personaggio siano le decisioni che rispetto di più. E’ sicuramente una persona vera in un luogo vero. E beh, il personaggio più lontano a me è senz’altro il cattivo. In generale i cattivi dei miei libri sono quelli che non mi rispecchiano affatto. Ma in generale mi piacciono quasi tutti i personaggi che creo. E, soprattutto, anche quando sono personaggi odiosi, devo sempre sapere esattamente chi sono. - Finch, nel corso della sua malattia si convince di essere Hawthorne. Se lei potesse essere per un giorno un autore del passato chi sceglierebbe di essere e perchè?
Sicuramente Francis Scott Fitzgerald. Perchè amo il suo stile di scrittura, il modo di creare le frasi, e penso che abbia avuto una chiara comprensione della psicologia umana, che usava in modo istintivo. E questa è una cosa che io ammiro molto. - Una delle cose che mi incuriosisce in uno scrittore è sapere se ha una routine quando scrive. Lei come procede?
Certamente ho la mia routine quando scrivo. Inizio a scrivere appena mi sveglio, a volte molto presto, a volte più tardi. La mattina generalmente ciò che faccio è scrivere cose nuove. Mi piace iniziare immediatamente appena mi alzo, senza nemmeno prendere il caffè, mi piace cominiciare a lavorare in questo stato quasi ancora di sogno. Cerco di lavorare ad un passaggio della storia, anche di un capitolo, ogni giorno. Il pomeriggio, invece, mi occupo dell’editing di quanto scritto al mattino e mi concedo il caffè, perchè in quel momento ho bisogno di logica e acume perchè a volte le frasi che scrivo quando sono in questo stato sognante non sempre sono chiarissime.
E, alla fine, leggo sempre tutto a mio marito a voce alta, perchè mi piace sentire il ritmo della frase. Ed è li che sento se qualcosa non funziona. Ci sono ritmi diversi anche per personaggi diversi. A volte ci sono frasi più lunghe che devono essere seguite da frasi più brevi. A volte se interrompi il ritmo interrompi anche l’azione di un personaggio. A volte funziona benissimo, altre volte invece capisci che non era l’effetto che volevi e allora non funziona affatto. - Il libro di poesie di Yeats ricorre in tutto il romanzo e lega in qualche modo vari personaggi tra di loro. Qual’è il suo poeta, o la poesia, che l’ha accompagnata nel corso della sua vita?
Beh, devo rispondere proprio Yeats, oprattutto la poesia che ricorre nella storia, Il fanciullo rapito, che tra l’altro è molto attinente al personaggio di Zee. Perchè quello che si vorrebbe per un bambino è qualcuno che protegga lui e la sua innocenza. Invece lei ha avuto esattamente il contrario dalla vita. - Il prossimo anno su Zebuk cercheremo di compilare una nostra particolare lista dei libri da leggere prima di morire. E cercavamo dei suggerimenti. Può consigliarmi tre dei suoi libri preferiti, che meritano secondo lei di essere sulla lista?
Certo! Se li devo dire in ordine di importanza sicuramente scelgo “Cent’anni di solitudine” di Marquez, “Moby Dick” di Melville (che è un libro meraviglioso per diverse ragioni e su diversi livelli di lettura), e credo che il terzo sia senz’altro “Ulisse” di Joyce, che io amo molto e non penso che sia così difficile da comprendere come sembra, oltre ad essere un’esperienza letteraria da compiere almeno una volta nella vita. - Se potesse descrivere il suo libro con soltanto 5 aggettivi per invogliare qualcuno a leggerlo, quali sceglierebbe?
Dunque vediamo: direi sicuramente psicologico, ma anche veritiero, inquietante, a volte scanzonato ma anche pieno di speranza. Sembrano aggettivi opposti ma è perchè nel romanzo c’è un po’ di tutto questo. - Su zebuk diamo ampio spazio ai nuovi autori e spesso chiediamo a chi intervistiamo se ha qualche suggerimento per chi è agli inizi della sua carriera di scrittore. Lei cosa consiglierebbe?
- Attieniti a te stesso, ossia segui quello che pensi che vuoi fare come scrittore. E, quindi, non lasciarti influenzare troppo da altri scrittori.
- Non far leggere il tuo lavoro a nessuno fino a quando non l’hai finito o non pensi che sia veramente finito.
- Il personaggio è fondamentale, quindi devi conoscere bene i tuoi personaggi, le loro biografie sono molto importanti. E devi far si che siano loro a determinare la trama. Non creare la trama per poi infilarci dentro i personaggi, perchè così la storia NON funziona.
- E, infine: continua a scrivere e non fermarti mai!
Ringrazio davvero tanto Brunonia Barry per la disponibilità, la Garzanti per avermi permesso di nutrire la mia curiosità.
Ma che bella esperienza dev’essere stata Silbi , grazie a te e a Chiara x averlo fatto per noi 🙂
Concordo con Elisa sarà stato stupendo e nei prossimi giorni vado alla ricerca del libro mi incuriosisce ancora di più. Grazie Silbi e grazie Chiara per le splendide foto!!!
Dove sta il tasto “mi piace”?! 🙂
🙂
Vogliamo il tasto 😀
Grandissime… grazie per questa testimonianza
[…] de La lettrice bugiarda e de La ragazza che rubava le stelle. Le domande le trovate, ovviamente su Zebuk. Mi sono davvero divertita ad intervistarla…anche perchè lei ha risposto in modo molto […]
Per le nostre intervistatrici… hip hip hurrà!!!
Brunonia ha dato delle bellissime risposte… Questa è quella che preferisco: “E, infine: continua a scrivere e non fermarti mai!”
Io mi sono definitivamente innamorata di lei quando mi ha raccontato come è nata la storia di Zee..certo vederla raccontare dal vivo, con le sue pause ad effetto è un’altra cosa 🙂
Wow… bellissima intervista Sil… e complimenti a Brunonia….
Meravigliosa anche questa! Complimenti! 🙂
Ma grazie troppo gentile! 🙂
..ho letto l’intervista al volo,mi hanno giusto regalato il suo secondo libro!!…ora corro a leggerlo!!