*Un filo d’olio* di Simonetta Agello Hornby, p. 288, €. 14,00 – «Da anni desideravo trascrivere le ricette dei dolci di nonna Maria, annotate da lei in un quadernetto con le pagine numerate e corredato di indice, un libro vero e proprio. Avevo in mente un lavoro a quattro mani con mia sorella Chiara; nonostante da quarant’anni viviamo in isole diverse, ogni estate ci ritroviamo a Mosè – la nostra campagna – e cuciniamo ancora come ci hanno insegnato mamma e zia Teresa.[…] L’idea era quella di far rivivere la cultura della tavola di casa nostra attraverso le sue ricette, fotografie d’epoca e alcune pagine “narrative” per le quali avrei attinto ai nostri ricordi e ai racconti di mamma».
Tra i sapori e profumi delle ricette di casa Agnello ci sono quelli, mai nostalgici ma sempre intensi e fragranti, del tempo trascorso a cui il talento della scrittrice dona il gusto dell’eterno presente della vita.
*Alla scoperta del paradiso: un atlante del cielo sulla terra* di Alessandro Scafi, p. 276, €. 12,00 – Tutte le civiltà hanno immaginato uno stato paradisiaco, un luogo paradisiaco, un tempo paradisiaco. Lo chiamino Giardino delle Esperidi, Nirvana o Monte Meru. Il paradiso sembra essere sempre ‘altrove’, inaccessibile, ‘fuori dal tempo’. È esistito ieri, tornerà ancora domani, oppure è oltre l’oceano o nel profondo di noi stessi. Alessandro Scafi ci invita alla scoperta del paradiso, disegnando un originale itinerario di «globalizzazione edenica». Protagonisti di questo itinerario sono infatti i più diversi luoghi della terra: non solo i luoghi dove nel corso della storia i cristiani hanno localizzato il biblico Giardino dell’Eden e dove, alla ricerca dell’Eden, i loro eroi leggendari hanno tentato di penetrare, ma anche i luoghi esplorati dai pionieri della scienza geografica, e i luoghi che hanno visto fiorire altre civiltà e altre visioni paradisiache. Sembra proprio inestirpabile e universale la nostalgia di una gioia vissuta nel remoto passato, l’immaginazione di una gioia nascosta nel distante presente, l’anelito a una gioia da vivere in un più radioso futuro.
*Il mestiere dell’artista. Dal Caravaggio al Baciccio* di Claudio Strinati, p. 192 €. 12,00 – Con questo terzo volume si conclude il viaggio di Strinati nell’evoluzione della concreta attività dell’artista: una storia dell’arte, quindi, come storia incrociata di opere di artisti e di committenze, ovvero come resoconto dei variabili modi in cui s’è realizzato nel tempo l’innesto tra la soggettività creativa e la funzione sociale dell’arte. Protagonista è qui il secolo di Caravaggio, Borromini, Bernini, Guido Reni; quello che corre dal Seicento al Settecento, ed è una parafrasi di «Roma patria delle arti». Secolo drammatico in cui il mestiere dell’artista subisce la svolta decisiva che chiude infine l’epoca iniziata con Giotto: «l’equilibrio tra la competenza tecnica e la sostanza espressiva, che aveva caratterizzato il mestiere dell’artista rinascimentale, scompare e l’arte si allinea alle attività umane implicanti uno schieramento e un’appartenenza a un partito o a un altro. Nasceva una ideologia dell’arte e l’attività critica intorno all’arte diventava un mestiere parallelo».
*Il divano di Istanbul* di Alessandro Barbero, p. 220, €. 12,00 – Un ambasciatore dell’Impero Ottomano giunge in una capitale europea. Gli ospiti cristiani lo accompagnano alla biblioteca e gli mostrano alcuni rari manoscritti del Corano, pensando di compiacerlo, ma il Turco rimane scandalizzato e cerca di comprare quelle copie per riportarle in patria: ha la sensazione che il Libro sia in esilio, non ha alcun desiderio che la conoscenza di esso si diffonda. Questa mancanza di interesse per l’altro è probabilmente la più grande differenza tra l’Impero Ottomano e l’Europa cristiana. Per il resto, le due metà del mondo mediterraneo per secoli si sono confrontate e completate, interfaccia l’una dell’altra. Questa storia dell’Impero Ottomano, straordinaria invenzione di governo multietnico e multinazionale a cui alcuni in Occidente guardarono addirittura come a una desiderabile alternativa, così ce lo raffigura: una metà largamente incomprensibile se non la si completa guardandola anche nello specchio dell’altra.
*Le pietre e la luce. La cattedrale del Medioevo* di Marco Meschini, p. 260, €. 12,00 – Questo non è un libro di storia dell’arte o dell’architettura in senso stretto, sebbene materiali, tecniche e stili vi figurino a pieno titolo. È, più originalmente, un libro di storia dell’umanità coinvolta in vario modo nella vita delle cattedrali medievali: i committenti e gli architetti, le maestranze e gli artisti, il clero e l’universalità dei fedeli, per i quali le immense case di Dio erano il punto di riferimento per tutti gli avvenimenti dell’esistenza dotati di significato personale, sociale, politico, economico, culturale, e naturalmente spirituale. La cattedrale riemerge così in maniera inaudita come un centro primigenio di vita e di civiltà, lungo la scoperta dei suoi molteplici sensi e simboli, e sino al disvelamento dei fondamenti stessi dell’Occidente. Perché non saremmo ciò che siamo, senza di esse.
*Poesia e magia* di Anita Seppilli, p. 496, €. 24,00 – Il titolo suggestivo di questo libro coraggioso si può, anche considerate le diverse edizioni, ormai ritenere un classico degli studi storico-religiosi e letterari. L’idea che si impone tra il Sette e l’Ottocento del poeta con le chiome lunghe in attitudine di invasato, animato da ispirazione divina, è molto più antica di quanto si creda. Difatto è il risultato di una secolare tradizione, originata dal convincimento che il poeta, in quanto ispirato, era visto come un veggente, come uno sciamano. Questo modo di rappresentarlo non scompare in un preciso momento storico, ma si viene appannando gradualmente, pur resistendo ambiguamente anche nella nostra età della tecnica.
Questa opera della Seppilli non è solo uno strumento indispensabile per capire la dinamica storica della letteratura poetica, ma più in generale anche le ragioni e il senso del fare artistico non solo del passato ma anche del presente.
Fonte : Sellerio.it