Tra i nuovi autori di cui abbiamo recensito il “debutto letterario” troviamo Valentina Ruble, autrice de “Principessa? No, grazie“, di cui abbiamo parlato qui.
Abbiamo fatto anche quattro chiacchiere con lei… eccovi l’intervista:
- Ciao Valentina, grazie per la disponibilità. Abbiamo letto e recensito positivamente il tuo libro, ma ora raccontaci: l’idea di “Principessa? No, grazie?” come ti è venuta?
Era da tempo che mi ronzava nella testolina l’idea di scrivere un romanzo divertente e ironico tutto al femminile, ma solo dopo un indimenticabile viaggio in Repubblica Dominicana iniziai ad avere ben chiaro l’argomento che volevo affrontare: la routine di tutti i giorni di una ragazza di 29 anni che, un bel giorno, decide di dare una sterzata alla sua vita lasciando il fidanzato che da tempo non ama più e imbarcandosi per una meta caraibica dove poter staccare un po’ la spina da tutto ciò che la circonda.
- L’ambientazione del romanzo, la Repubblica Dominicana, mi sembra molto particolareggiata per non essere stata visitata personalmente… Ci sei stata?
Credo per un’autrice alle prese con il primo romanzo sia importante essere ben informata su quello di cui vuole scrivere. Per questo scelsi di ambientare gran parte del romanzo in un paese che conosco abbastanza bene e che è riuscito a rubarmi un pezzetto di cuore: la Repubblica Dominicana. Più precisamente la zona di Bayahibe, un paradiso terrestre fatto di gente dai bellissimi sorrisi, spiagge caraibiche, mare da favola e musiche dai ritmi travolgenti.
- Quando è nata la tua passione per la scrittura? E come l’hai “assecondata”?
La mia passione per la scrittura è nata molto tempo fa. Da quando ero alta un metro scrivevo storielle più o meno stravaganti che le mie maestre, automaticamente, cassavano perché “troppo creative”. Credo sia per questo che alle scuole medie decisi di seguire dei corsi di teatro dove sfogare questo lato che pochi riuscivano a comprendere. Iniziai così ad assecondare la scrittura scrivendo testi e copioni teatrali che tuttora vengono rappresentati da alcune compagnie amatoriali della mia città.
- Hai trovato difficoltà a pubblicare il tuo romanzo?
Direi che la difficoltà maggiore è stata trovare un editore serio e veramente interessato al mio manoscritto. Quando il tuo nome non è famoso, infatti, le grandi case editrici non hanno tempo da dedicarti, mentre quelle meno conosciute sono prontissime a riempirti di elogi dopo i quali seguono contratti editoriali con richieste di denaro o acquisto di copie. Una cosa assurda visto che il lavoro delle case editrici dovrebbe essere quello di investire su un manoscritto e non chiedere soldi al povero scrittore, non credi?
- Hai ragione. Qualche consiglio agli autori emergenti?
Il consiglio che vorrei dare a tutti gli scrittori emergenti è quello di non accettare mai e poi mai contratti editoriali a pagamento o con l’obbligo di acquisto di copie. Se un editore crede in ciò che avete scritto, non vi chiederà denaro e soprattutto non vi riempirà solamente di elogi. La prima cosa che mi disse la mia casa editrice “Edizioni Uroboros” fu: “Quello che hai scritto ci è piaciuto, ma va assolutamente rivisto in alcuni punti.” E così fu, grazie all’editing di Martina Cossia Castiglioni che ringrazio ancora oggi per la grande professionalità dimostratami e per essersi dedicata con tanto amore a “Principessa? No, grazie.”
- Quali sono stati gli scrittori/scrittrici che ti hanno più ispirata o che ami maggiormente? E qual è il tuo libro nel cuore, e quello sul comodino?
La scrittrice che amo di più è senza ombra di dubbio Emily Bronte: il suo Cime Tempestose è il romanzo che porto nel cuore da quando avevo undici anni. Il libro sul comodino? A dire il vero ne ho molti… se ne stanno tutti lì, in fila, pronti per essere letti, ma in pole position c’è “Con l’amore di una leonessa”, un romanzo che narra la storia di una donna che decide di lasciare tutto quello che ha per trasferirsi in un villaggio del kenya pur di stare accanto al suo amato guerriero Samburu.
- L’ultima dovuta domanda: progetti futuri? Nuovi libri in cantiere?
Direi di sì! Un nuovo romanzo che da un lato sarà il continuo di “Principessa? No, grazie” e dall’altro farà conoscere ai lettori nuovi personaggi a cui potersi affezionare.
Grazie mille a Valentina Ruble per la disponibilità e i buoni consigli. Buon lavoro per il tuo nuovo progetto: non vediamo l’ora di leggere il seguito di “Principessa? No, grazie”.