Un accordo. Poi il coro delle fanciulle si levò ubbidiente, se pure tremante di commozione. Ma come il respiro dell’inno si allargò in una gloriosa affermazione di forza e di speranza, anche le voci giovanili si rinfrancarono; le fronti si alzarono e la gioia della vita proruppe in una gioconda promessa di bene.
La recensione di Signorinette di Wanda Bontà
Il libro della mia adolescenza, ho riso e pianto con la storia di Iris, Paolona e Renata a Milano negli anni quaranta. Una storia fatta di buoni sentimenti, una storia come quelle di una volta.
E allora perché vale la pena leggere questo libro? Perché racconta i giorni delle superiori, le beghe tra le compagne di classe, le risate per un nonnulla, l’ansia per i professori non troppo simpatici. E i sotterfugi per i primi appuntamenti, l’emozione della gita in montagna, i brutti voti.
Iris è la secchiona, magrolina, esile, con la testa tra le nuvole. Paolona è la bruttina in sovrappeso con la voce d’angelo e un cuore d’oro. Renata, la bella del gruppo, solare e gioiosa. Tre ragazza come tante che affrontano i dolori e la meraviglia dei sedici anni.
La mia opinione su Signorinette di Wanda Bontà
Questo libro mi venne regalato per la prima comunione. Mai regalo fu più gradito.
Una storia che spero possa piacere anche alle ragazze di oggi che sicuramente si divertiranno a leggere di buoni sentimenti e grande amicizia. Un libro dove si ride tanto e si piange a calde lacrime, dove c’è la vita, la gioia e la morte.
Un libro da conservare e rileggere da aduli per tornare ai giorni spensierati della fanciullezza e sorridere di quelli che, una volta, ci sembravano problemi insormontabili e che ora un po’ ci mancano.
Una storia che farà tornare tutti al magico momento dei sedici anni quando il mondo è nostro alleato e tutto sembra possibile.
Buona lettura.
Signorinette
Wanda Bontà
Mursia Editore, 1991, p. 256, €. 13,30
Età di lettura da 8 anni