Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Judith Kerr

    Hitler ha rubato tante cose.

    Ha preso per sé la dignità altrui, ha tolto tassello dopo tassello il senso della vita di molti, ha spezzato legami e disfatto rapporti, i quali sono potuti sopravvivere solo nel cuore. Ha rubato l’infanzia.

    La piccola Anna è riuscita a fuggire con la sua famiglia: l’intuito di suo padre ha permesso loro di salvarsi poco prima che il nazismo diventasse legge. La sua casa però è stata sequestrata e con questa anche i ricordi, la spensieratezza, i giocattoli simbolo della gioia vissuta fino a quel momento in un ambiente protetto e sicuro.

    La storia narrata subisce solo gli echi dei terrori nazisti, i quali fanno da sfondo buio che emerge negli incubi del papà, nei bisbigli degli adulti, nelle notizie dei cari che giungono sempre più rare. Non è un libro crudo, come la tematica affrontata potrebbe lasciar presagire. E’ l’avventura di cominciare con una vita nuova in un posto sconosciuto dove tutto è da scoprire, ogni azione quotidiana può nascondere un fallimento o regalare una bella soddisfazione.

    Tutto viene filtrato dallo sguardo bambino di Anna: fresco, genuino, semplice, infantile nel senso positivo che il termine propone. Tanti libri per l’infanzia odierni si assomigliano fra loro per la scarsa poliedricità mostrata dai personaggi. Anna è invece un esempio di bambina reale e viva: non compie eroismi ma porta con sé la bellezza della spontaneità infantile che spesso riesce a farci sorridere.

    “ –Facciamo il giro della casa per l’ultima volta- propose Max.

    Cominciarono dall’alto, per poi scendere giù. Niente sembrava più come prima. Le cose più piccole erano state imballate. Alcuni tappeti erano arrotolati e dappertutto c’erano giornali e casse. Via via che passavano da una stanza, la salutavano gridando: -Addio studio del babbo… addio pianerottolo… addio scale! – (…) Anna provò una contrazione allo stomaco. (…) Come poteva andarsene tutto a un tratto?”

     

    Quando Hitler rubò il coniglio rosa
    Judith Kerr
    Rizzoli, 2008, p. 320, €. 12,75

     

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