Home Narrativa Italiana La kryptonite nella borsa, Ivan Cotroneo

La kryptonite nella borsa, Ivan Cotroneo

 

Siamo tutti esemplari unici,
è una cosa che ho capito troppo tardi


Napoli, 1973. Peppino ha sette anni e vive in una famiglia un po’ scombinata. Quando la madre Rosaria va in depressione dopo avere scoperto che il marito la tradisce usando come alcova la Fiat 850 azzurro avion, Peppino viene adottato dai suoi zii ventenni che lo conducono in giro per la Swinging Naples, tra feste in scantinati, collettivi femministi, comunità greche che ballano in piazza, molte nudità, qualche acido e parecchio alcool. La nonna Carmela, sarta, cuce pantaloni a zampa d’elefante e accorcia minigonne, il nonno Pasquale alleva in casa una nidiata di pulcini che sottopone a torture d’amore, mentre Gennaro, che crede di essere Superman e va in giro con una mantellina rosa da parrucchiere, è ossessionato dalla kryptonite e cerca di fermare gli autobus in corsa verso piazza Municipio. È in questa strana famiglia che Peppino supera la sua linea d’ombra in versione psichedelica e impara a volare. Dopo il realismo crudele di Il re del mondo e l’apoteosi romantica di Cronaca di un disamore, Ivan Cotroneo diverte e commuove con un romanzo che racconta i drammi, le avventure, e soprattutto il ridicolo di una famiglia speciale.

 
E’ un libro che si legge velocemente, con leggerezza, strappa a volte un sorriso, a volte una lacrima, altre volte una vera e propria risata.

Ho amato subito il personaggio di Peppino, “settenne” intelligente, sensibile e timido, che indossa un paio di lenti “arrepezzate con lo scotch”, spesso vittima del bullismo scolastico dal quale non sa difendersi.
All’improvviso si trova a fare i conti con il mondo dei grandi, di cui prova a capirne le dinamiche grazie anche all’aiuto di Gennaro.

Gennaro è un altro personaggio chiave del romanzo: dotato di immaginari superpoteri, crede di essere Superman e scorazza per la città, vestito con calzamaglia blu elettrico, pullover a collo alto e una mantellina rosa da parrucchiere sulle spalle. E’ sempre in cerca di kryptonite nelle borse delle passanti. Perché solo la kriptonite è in grado di fermare Superman. Non un autobus, sotto il quale un giorno Gennaro perde la vita.

Gennaro muore, ma ritorna nei sogni di Peppino, perché il ragazzino ha bisogno di una guida, per andare avanti nel mondo che non capisce. I suoi genitori sono praticamente assenti, il padre ha un’amante, la madre cade in depressione e lui è affidato quasi totalmente ai nonni materni, ed ai giovanissimi zii “alternativi” che vivono in tutto e per tutto gli anni ’70 napoletani. Gennaro gli appare nei momenti importanti della sua vita di ragazzino, prodigo di consigli, di esempi, di filosofia spicciola; ma soprattutto pronto ad ascoltarlo.

 
Ho letto un’intervista a Cotroneo subito dopo l’uscita del film, su DonnaModerna.com
Alla domanda: “Qual è la kryptonite di oggi in Italia?“, l’autore risponde: “È la paura che ci portiamo dietro di tutto quello che non conosciamo. Ci hanno fatto diventare sempre più spaventati di quello diverso da noi. Degli anni ’70 mi piace tanto la curiosità verso quello che non ci somiglia. La paura ci impedisce di crescere.

 

La kryptonite nella borsa
Ivan Cotroneo
Bompiani, 2011, p. 211, €. 9,90

 

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3 COMMENTS

  1. “Qual è la kryptonite di oggi in Italia?“
    “È la paura che ci portiamo dietro di tutto quello che non conosciamo. Ci hanno fatto diventare sempre più spaventati di quello diverso da noi”

    Ne parleremo, RanocchioMonello. E’ proprio arrivata l’ora di farlo!
    Grazie per il tuo contributo: è un bellissimo spunto da prendere al volo per i pensieri di oggi!

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