
“C’è una bella preghiera di Tommaso Moro, che più o meno recita così: ”Dio mio, aiutami a cambiare le cose che posso cambiare e a sopportare quelle che non posso cambiare. Ma soprattutto aiutami a capire la differenza tra le une e le altre.” “
Una bella e lunga lettera scritta da un padre preside di una scuola, ad una figlia adolescente in cui, partendo dal presupposto che spesso gli insegnanti danno voti bassi con leggerezza, sperando che possano invogliare uno studente a fare meglio, ma spesso non è così. Un’insufficienza invece può voler dire, per chi non ha fiducia in sé un abbandono della scuola.
Alessandro Artini, si rivolge a sua figlia, Maria Chiara, 17 anni, dicendo che la valutazione di una prova non dovrebbe mai coincidere con quella sulla persona e gli studenti non devono abbattersi mai. Difficile secondo me farlo capire loro in un periodo in cui sono in crisi con se stessi e con il mondo intero.
Se sei depressa, cerca di ricordare i successi che hai avuto nella vita.
La tua situazione è quella di un’acrobata del circo, che ancora non ha completato la preparazione e gli allenamenti, e nonostante tutto si appresta a salire sul trapezio. E’ vero che, alla tua età, gli errori sono giustificabili. Ma fanno male comunque.
Alla base di tutto c’è l’autostima, la fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e la conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni.
Gli studenti devono però avere un progetto, dei desideri raggiungibili perché solo così possono andare avanti nonostante le mille difficoltà e gli insuccessi, ma spesso i giovani non hanno degli obiettivi da raggiungere e barcollano nel buio.
Dietro ogni sconfitta c’è sempre un’altra opportunità, bisogna non lasciarsela sfuggire e non accontentarsi e puntare verso l’alto.
Ma non dimenticare, infine, la ragione fondamentale per cui conviene dare fiducia: solo chi è capace di offrirla agli altri può darla a se stesso.
Ho trovato questo libro, per caso un pomeriggio in una delle mie incursioni in biblioteca e l’ ho letto in un paio di sere, giunto per me nel momento giusto, in un periodo molto difficile perché uno dei miei figli adolescenti è entrato in crisi proprio con la scuola, ed è proprio vero che i libri si leggono quando è il loro momento…
Ma l’amicizia di natura superiore è quella tra simili ed essa si fonda sul bene reciproco. Quando dara più adulta, non avrai timore del giudizio delle amiche, perché l’amicizia, se profonda, sarà orientata al bene.
Buona lettura.
Nessun brutto voto è per sempre. Lettera sull’autostima di un padre preside alla figlia adolescente;
Alessandro Artini
Ponte alle grazie, 2013, p. 121, € 10,00
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