
“Ho deciso che gli avrei insegnato a sciare, che saremmo andati insieme in bicicletta, che lo avrei portato a spasso per l’Europa facendogli assaggiare aringhe affumicate e formaggi francesi. Virginia faceva la lista delle storie che dovevamo raccontargli. Gli avremmo dato i mezzi per capire il mondo e trovare la sua strada, saremmo stati al suo fianco per aiutarlo a sognare.”
Alberto, 17 anni, scrive sul muro della scuola “Virginia ti amo”. Il suo è un’amore non corrisposto ma questo gesto lo ha reso popolarissimo a scuola, perché mentre lo compie, cade e finisce al pronto soccorso.
Il preside lo punisce, imponendogli di aiutare Emilio, un compagno malato di tumore al cervello che non va bene a scuola.
Emilio, chiamato Bronson, diventerà per lui un grande amico, un ragazzo pieno di vita e fonte d’ispirazione, con cui dividere la giovinezza e non solo quella. Per la prima parte del libro c’è la vita di un gruppo di ragazzini alle prese con la scuola, gli esami di maturità, i concerti, le canne, le birre, e l’incoscienza di quell’età.
Finito il liceo Virgina si innamora di Alberto e con il passare del tempo decideranno di vivere insieme.
Alberto ha la passione della scrittura e racconta tutto quello che gli capita sul suo taccuino. Grazie a Bronson troverà lavoro in a piccola casa editrice.
Nel frattempo Bronson parte per la Nuova Zelanda, alla ricerca di una vita migliore, creando scompiglio nella vita di Alberto, una vita che si è trovato addosso tra lavoro, famiglia, mutuo… e una grande perdita.
Non vi racconto il finale che vi lascerà sorpresi. Un ottimo libro che affronta l’adolescenza, il passaggio all’età adulta, insegnando che la vita è un miracolo, che non va sprecata e che bisogna saper scegliere quello che ci piace anche se spesso non è quello che gli altri vorrebbero per noi. Perché la vita è breve e va goduta fino in fondo.
Buona lettura.
Il secondo momento migliore
Valentina Camerini
Feltrinelli, 2014, p. 276, € 16,00
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