
La casa dello zio Cesare era ancora arredata di tutto punto, c’erano la comoda, i vecchi libri e le riviste dei primi del secolo, i comodini col pitale e il loro inconfondibile odore, gli armadi pieni di cappelli e vecchie scarpe.
La teneva in vita l’Elvira, donnone di tutto rispetto con baffi e barba, sempre vestita di nero e i pomeriggi trascorrevano pigri mentre lei e mamma pulivano i fagiolini di Sant’Anna sulla panchina davanti casa e io passavo il tempo a rimpinzarmi di fichi acerbi oppure in un’aiuola piena di settembrini, inventandomi improbabili fiabe di Alici nei paesi delle mie meraviglia, pronte a salpare per mondi ignoti e sconosciuti.
Una delle mie interpretazioni personali del tema di questo mese su Zebuk. Di quelle che passano per la gola.
Questo libro non è un romanzo ambientato in autunno, questo libro è il racconto di una vita, di tante vite che si intrecciano – come è giusto e normale che sia – e che vivono anche in autunno, in tanti autunni sparsi negli anni.
Silvia Maccari racconta la sua vita attraverso le città in cui ha vissuto, ricordando i sapori e i profumi delle cose che ha mangiato. Quello che ne risulta è il racconto divertente, piacevole e a tratti nostalgico, di una vita. Leggendolo ci si trova a ricordare di aver mangiato la stessa cosa, magari in tempi diversi, e – come in una madeleine – all’improvviso ci arriva il profumo, o la sensazione precisa provata allora.
E così è successo anche stavolta: mentre leggevo la vita di Camilla (Silvia) ad un tratto mi è arrivato il profumo del castagnaccio caldo: le montagne lucchesi sono piene di boschi di castagni e, nei primi tempi in cui io e mio marito stavamo insieme, lui mi accompagnò in un’escursione di tre giorni tra Garfagnana e Alpi Apuane, per raccogliere materiale per un esame di Architettura del Paesaggio. Uno dei ricordi più vivi di quei tre giorni è il freddo gelido e il castagnaccio coi pinoli e il rosmarino* che ci aspettava nella cucina dell’affittacamere che avevamo prenotato a Roggio, un minuscolo paesino di poche case di pietra, perso nella meraviglia di quelle montagne.
Ecco, se volete trovare anche voi la vostra madeleine, provate a cercarla in questo libro, che non è principalmente una raccolta di ricette divise per luogo di provenienza ma piuttosto una storia di vita, condita di sapori.
A spasso con Camilla. Itinerari gastronomici nell’Italia degli anni 60
Silvia Maccari
Pacini Fazzi (collana Cucina), 1999, pag. 128, € 12,39
ISBN-13: 9788872463567
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