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La selva oscura, Francesco Fioretti

“Il mio destino – e dell’uomo – è il naufragio.”

Alzi la mano chi alle superiori non ha mai “dovuto” leggere qualche verso della Divina Commedia di Dante.

Io ho avuto la fortuna (che allora pensavo essere sfortuna) di avere una professoressa, al Liceo, innamorata di Dante, soprattutto dell’inferno, che ci ha letto ogni singolo verso, spiegandocelo e interrogandoci su di esso.

Non nego che, dopo tanti anni, quando mi è stata proposta la lettura di “La Selva Oscura”, un nuovo romanzo edito da Rizzoli, abbia un attimo tentennato.
Riprendere in mano un libro così importante dopo tanti anni di studio “diverso” mi spaventava.

Invece Francesco Fioretti riesce in un impresa ardua: avvicinare alla grande opera di Dante anche chi non è nel pieno del periodo scolastico, anche chi effettivamente non ha troppo tempo da “perdere” a capire i versi.

In questo romanzo, Fioretti ci conduce nell’Inferno di Dante come un “padrone di casa”, spinto da un evidente amore per l’opera di Dante, in un viaggio che, girone dopo girone, si srotola per la prima volta in chiave contemporanea.

Osserva attentamente, perché vedrai cose a cui non crederesti se te le raccontassi io.» A parte quelli riconoscibilissimi delle Arpie, però, si sentivano ovunque altri lamenti. E non si vedeva un’anima, né viva né morta, che potesse emetterli, per cui lui si fermò perplesso. E si sorprese a pensare che l’altro pensasse che lui pensasse… Ecco: i pensieri cominciavano a ingarbugliarsi come quei rami. Virgilio immaginò che lui attribuisse le voci a gente nascosta in quella singolare sterpaglia. Così lo invitò a strappare un ramo da una pianta, per togliersi ogni dubbio. Allungò una mano con cautela per non ferirsi e da un gran pruno colse un rametto. «Ahi!» gridò il tronco: «Perché mi spezzi?». Trasalì, il respiro gli si bloccò in gola. Dal tronco cominciò a uscire un sangue denso e scuro; e la voce a gocce, a gemiti, ricominciò: «Perché mi strazi? Non provi neanche un briciolo di pietà? Siamo stati uomini e siamo diventati sterpaglie. Forse saresti più gentile con dei serpenti!». Come accade ai tizzoni ancora verdi, che mentre il fuoco attecchisce da una parte, dall’altra per l’evaporazione crepitano e sgocciolano linfa, così dalla frattura nel legno uscivano insieme parole e sangue. Fece cadere il ceppo, e rimase come paralizzato.

La selva oscura
Fioretti Francesco
Rizzoli, 2015, 318 pag., € 17.00
Disponibile in eBook a € 9,99

Per acquistare:

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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