
Anton Eastman guardava dalla finestra del suo appartamento di sette stanze. Era solo, frastornato dal viaggio e dagli avvenimenti dell’ultimo periodo. In realtà era solo da sempre, concentrato com’era sui soldi e sul successo. Almeno fino al giorno prima.
La recensione di Sette Stanze, Paola Ferrero
Questo libro racconta la vita di Anton Eastman, un uomo che si è perso. Per ritrovarsi molla tutto e si rifugia nella casa ormai vuota in cui è cresciuto, in Italia. Sua madre è morta da anni, e quando mette piede in quell’appartamento di sette stanze, si ritrova a fare i conti con i fantasmi del passato. Comincia così una stanza per volta a rispolverare il passato per mettere i mattoni per il futuro.
Durante questo percorso incontra Giselle. Una straniera anche lei, differenti ma simili, ognuno con i propri fantasmi.
Il pensiero tornava spesso alla parola speranza: vocabolo che non usava mai, essendo uomo di certezze, e al fatto che per lui non ce ne fosse. Bisogna conoscerla, la speranza, per poterne usufruire. Crederci almeno il minimo che basta, cosa non facile per chi come lui non aveva dimestichezza con concetti che per suo padre erano esclusivamente religiosi.
Un capitolo per ogni stanza, per un cammino interiore che porterà Anton dall’abisso a trovare una ragione per uscirne.
Sette Stanze
Paola Ferrero
Lettere Animate Editore, 2016, 150 pag., € 1.49