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La donna abitata, Gioconda Belli

Una cosa era non essere d’accordo con la dinastia dei Grandi Generali, un’altra lottare con le armi contro un esercito addestrato per uccidere senza pietà, a sangue freddo.
Richiedeva un altro tipo di personalità un’altra stoffa.
Una cosa era la sua ribellione personale contro lo status quo, volere l’indipendenza, andarsene da casa, esercitare una professione, e un altra gettarsi in quella pazzesca avventura, in quel suicidio collettivo, in quell’idealismo a oltranza.

La recensione di La donna abitata, Gioconda Belli

Lavinia è una giovane donna indipendente, vive sola nella casa ereditata dalla zia Ines e ha da poco iniziato a lavorare in uno studio di architettura. Ha avuto la possibilità di studiare all’estero e di conoscere culture diverse dalla sua, al suo ritorno a casa decide di lasciare i genitori e farsi una vita propria. Ma fino a quando non conosce Felipe un giovane collega che pare divorato da una strana passione non si rende conto di quanto la sua ribellione ai genitori e alla società sia ben poca cosa rispetto a quanto sta avvenendo nel suo paese, il Nicaragua.

Itza è una donna india che combatte contro i conquistadores, si ribella al volere della madre e si unisce ai guerriglieri, non solo per cucinare e curare i feriti ma per combattere con arco e frecce, lo spirito di Itza vive nella pianta di arance nel giardino di Lavinia e osserva la ragazza e la sua personale rivoluzione raffrontandola con la sua storia personale.

Finché le sue mani mi hanno toccata e allora ho capito che, pur restando nell’albero ero anche nelle arance.

La mia opinione su La donna abitata, Gioconda Belli

Il tema generale del romanzo e la lotta per liberarsi da un regime dittatoriale e totalitario, ma parallelamente ad esso la protagonista deve anche affrontare il maschilismo del suo compagno, che cerca di proteggerla e tenerla fuori dalla guerriglia.

Lavinia sostenne il suo sguardo.
MA non è stato niente di molto serio disse lui, non fare così.
E se non è stato tanto serio, secondo te disse Lavinia, perché ci è voluto tanto tempo per venire a scusarti…?
Perché, come ti ho detto, non sono per niente bravo a chiedere scusa… soprattutto quando si tratta di palesi stupidaggini.
Come poteva non imbarazzarmi chiederti scusa per essere stato così  stupido? Sai bene che è difficile accettare le proprie colpe.
E credi che io debba accettarle?
No certo che no.
ma come tu stessa dici, bisogna far appello alla comprensione.
Dopo tutto son cose che scattano in una persona quasi involontariamente … la sfiducia, l’insicurezza….
Maschilismo, a conti fatti.

Un libro che fa riflettere sulle scelte di vita, su quanto le donne siano state nei secoli condizionate dal potere maschile e su come nei momenti di forte crisi anche esse siano potute uscire dal bozzolo, ma fa anche pensare al fatto che dopo oltre quarant’anni la situazione non sia poi tanto cambiata, i dubbi di Itza sono simili a quelli di Lavinia e di molte donne contemporanee.

La donna abitata
Gioconda Belli
Edizionei E/O, 2012, p. 347, €. 11,00

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