
Mi sveglio di scatto. Dov’è l’orologio? Eccolo, sono le otto e quarantacinque. Non sono andato a letto tardi, ma la sveglia suonerà solo tra quindici minuti e sono distrutto, non mi va di alzarmi subito… mi rilasso un attimino.
La recensione di Fra. Fuori dal grigio, Salvatore Amato
Fra. Fuori dal grigio è la storia di un amicizia fraterna che lega quattro ragazzi tra loro.
Un’amicizia che li lega da tempo, un’amicizia che va oltre.
Ma non è una storia dolce, tutt’altro, è una storia dura, ambientata in una periferia grigia e dimenticata.
Farina, Raul, Zaza e Killer tentano di tutto per emergere da questo grigio, ognuno a modo suo, e sempre pronti ad aiutarsi e diferndersi, conoscendosi da ragazzini e spalleggiandosi da adulti.
La voglia di un futuro migliore li porterà anche per strade discutibili…
L’assenza di paura, perché non si può avere paura dell’inevitabile e tanto se l’unica cosa certa della vita è che non se ne può uscire vivi, lottare per la libertà, per la verità è l’unica via d’uscita.
Salvatore Amato ci racconta una storia di amicizia, di emarginazione, di degrado, di voglia di rivincita in modo schietto e diretto.
Lo fa attraverso le voci dirette dei quattro amici, con differenti linguaggi e pensieri.
Un racconto duro, riflessivo, con un ritmo deciso che si fa leggere fino alla fine.
Salvatore Amato è nato a Messina nel 1982. Cresce con il nonno materno, famoso pittore della sua città, che riesce in tenera età a trasmettergli la passione per l’arte e la letteratura. Nel 1989, si trasferisce a Roma con la madre e proprio dalla periferia romana trae l’ispirazione per il suo primo romanzo.
Fra. Fuori dal grigio
Salvatore Amato
Chiado Books Italia, 2018, 215 pag., € 10.80