
Michael Elsewhere, quando si svegliò sull’ennesimo letto sconosciuto alle sei di mattina di un giorno qualsiasi di novembre, pensò che fosse sin troppo tardi e che ancora una volta doveva andarsene.
La mia recensione di Vertigine, Martina Ruma
Michael Gordon conduce da sempre una vita trasandata.
Figlio di una famiglia ricca e importante, stufo della vita cucitagli addosso fugge da quella che sembra una gabbia dorata.
Vaga per “il lato sfortunato della strada”, quello dove si trovano le persone che per arrivare a fine mese lavorano sodo.
Si siede in un bar e ordina la colazione. Gliela serve Emma.
I due si scambiano sguardi, e tutto cambia.
Si innamorano.
Sono i ricordi che ti perseguitano o sei tu che perseguiti i ricordi? Mi hai detto che saresti tornato, Michael, e invece non sei tornato mai.
Ti sei perso, imprigionato in una parte della tua vita che non hai voluto mollare.
Siamo così, Michael? Viviamo solo a volte, in certi momenti, e poi passiamo una vita a tentare di rivivere quelle sensazioni? No, amico mio. Non posso credere sia così.
Emma cambia profondamente Michael, che da lei si fa chiamare Elsewhere.
Ma quando lei scompare prematuramente, il mondo di Michael viene capovolto.
La storia di Michael si incrocia anche con quella di Amal, voce narrante di certi punti, un monaco buddista in cerca di redenzione.
La mia opinione su Vertigine, Martina Ruma
Una storia che non mi ha convinto del tutto: dal mio punto di vista poteva diventare anche una sotira interessante ma perde un po’ di potenziale perchè non si arriva ad un punto concreto…
Una storia di ricordi, di cambiamenti tra le pagine di questo libro che comunque si fa leggere perchè scritta in modo scorrevole e semplice.
Vertigine
Martina Ruma
Lettere Animate, 2015, 152 pag., € 13.00