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Portami il diario, Valentina Petri

Dopo aver parlato ininterrottamente per due ore filate nella classe delle ragazze dove, graziesignoregrazie, c’è silenzio e riesco a sentire il suono delle mie parole senza dover urlare come una venditrice al mercato rionale, l’arrivo dell’intervallo mi trova grata, felice ed esausta. Bramo come un assetato nel deserto la mia imminente ora buca di pace, tranquillità e silenziosa correzione dei temi.
Ma il silenzio, a scuola, non c’è mai e se c’è è triste, perché vuol dire che non ti ascoltano oppure che non ci sono.

La recensione di Portami il diario, Valentina Petri

La protagonista che si racconta in prima persona è una professoressa di lettere appena assegnata in un istituto professionale, dove si trova a dover “domare”, armata solo di un librone di letteratura, classi di meccanici svogliati e “sartine”  distratte.

Ci racconta i vari “personaggi” che incontra nelle classi con le loro debolezze, ma anche gli incredibili talenti che sanno tirare fuori i ragazzi se spronati da un insegnante con tanta passione.

E’ tanto il suo entusiasmo che riesce a coinvolgerli in uno spettacolo che è una rivisitazione in chiave attuale dei personaggi di Shakespeare con tanto di intervento rappato.

La mia opinione su Portami il diario, Valentina Petri

Ho scoperto la pagina Portami il diario per caso e me ne sono subito innamorata, mi è piaciuto fin da subito il suo modo di raccontare la scuola ironico, ma pieno di passione.
Mi ha fatto ricordare i miei anni a scuola e fatto riflettere su come certi personaggi siano abbastanza ricorrenti a distanza di anni.

Da adulta e mamma mi ero abituata a pensare allo stereotipo che vuole “i ragazzi di oggi”  diversi da come eravamo noi, ma attraverso queste pagine appassionanti ho scoperto che forse è solo cambiato il modo di nascondersi, che dietro a cappucci oversize c’è la stessa voglia di crescere e di ribellarsi che avevamo un quarto di secolo fa e che anche i più apparentemente duri hanno un loro “ermo colle” nel quale rifugiarsi a meditare.

L’ermo colle 2.0 i ragazzi lo fotografano e se lo portano dietro, nascosto tra folto di beltà ignude e di autoscatti sguaiati in pose da duro.
Lo custodiscono con cura, come si fa con le cose belle, ed è un privilegio quando decidono di regalartene un pezzetto, svelandone l’esistenza.

 

Portami il diario
Valentina Petri
Rizzoli, 2020, p. 416, €. 18,00

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