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Avanti, parla, Lidia Ravera

Ho la testa in disordine. Mia madre lo diceva prima di annunciarmi che sarebbe andata dal parrucchiere. Avere la testa in disordine era d’ostacolo a una decorosa vita sociale.
La testa di mia madre si riordinava facilmente. Dalla pettinatrice. La mia no. La mia testa è piena di pensieri non finiti. Nessuna messa in piega praticabile.

Avanti, parla: un ritratto di donna, uno scavare profondo, per raccontarsi e dimenticare. Ma alla fine si sa, che quando si scrive per dimenticare si finisce per ricordare. Tutto.

La recensione di Avanti, parla, Lidia Ravera

Essere almeno un po’ superficiali è condizione necessaria, anche se forse insufficiente, per vivere sereni?
Bisogna imparare a volare alto sulla realtà, accontentarsi di distinguerne i colori, senza atterrare mai, senza andare a scavare. Non bisogna allertare altri sensi oltre alla vista che con gli anni si indebolisce.

Giovanna ha i capelli bianchi, però lunghissimi e folti. Vive in un bell’appartamento che guarda il fiume, nel centro di Roma, ma è un’operaia in pensione. In un tempo in cui tutti inseguono il successo, la popolarità, lo svago lei vive sola, non parla con nessuno, non va mai in vacanza. Le sue giornate si susseguono uguali e attente fra la musica che ascolta per dimenticarsi di se stessa e i romanzi che legge per rispecchiarsi nelle vite degli altri. Non è felice né infelice, è come se vivesse uno sconfinato tempo supplementare dopo una partita che per lei si è chiusa presto, quasi quarant’anni fa, nel secolo scorso, quando per la smania di cambiare il mondo potevi commettere sbagli così gravi da pesare sulla tua coscienza per sempre. Ha pagato il suo debito con la giustizia, Giovanna, ma se hai un’anima come la sua la punizione non basta mai.

Il mio parere su Avanti, parla, Lidia Ravera

Certe volte devo fermare le parole. Perché le parole generano emozione e l’emozione sporca i fatti.
Se fossi stata a casa mia avrei spolverato i libri o tagliato la verdura per il minestrone.
Mi curo così.
Un qualsiasi gesto domestico può drenare certe intemperanze sentimentali.

L’anima di Giovanna è unica.
Come quella di ognuno di noi, certo.
Quella di Giovanna però l’ho sentita talmente vicina, leggendo questa storia; così fortemente attaccata a quella vita da cui si è isolata volutamente, a causa del suo passato, dei suoi errori, di quello che è accaduto, volenti o nolenti. Unica come il suo carattere duro e fragilissimo, unica come la sua forza di volontà che l’ha portata lontana e distaccata da tutto e da tutti per non soffrire più, per non far soffrire più. Ma chi è unico e fragile come Giovanna difficilmente può riuscire a non avere più contatti con l’umanità, difficilmente può staccarsi dal sorriso bambino di una piccoletta, difficilmente può evitare di farsi ferire ancora una volta.

La storia di Giovanna può essere quella di chiunque di noi, ognuno con le proprie debolezze, con le proprie ferite da rimarginare, che se però si riaprono non guariscono più.
O forse non è proprio così.

Leggere Avanti, parla, di Lidia Ravera, è stata una sfida: il suo inizio lento, un soliloquio che è una pesante ammissione di colpevolezza, mi ha fatto a volte pensare di sospendere la lettura ma allo stesso tempo era uno stimolo ad andare avanti. Il suo profondo guardarsi dentro e raccontarsi prometteva sviluppi importanti e allora non ho voluto arrendermi alla superficiale prima vista. Il premio l’ho trovato nel pieno della storia, nel suo srotolarsi liscio e piano, quasi una strada dritta con rari dossi, giusto quel che basta per tenerti i sensi in allerta. Una storia deliziosa, saporita, reale. Umana, soprattutto. Un ritratto di donna forte e delicato allo stesso tempo.

Una fra le letture del 2021 che ricorderò con più piacere.

L’autrice: Lidia Ravera

Lidia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, manifesto di una generazione e longseller con tre milioni di copie vendute in quarant’anni (oggi nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa (gli ultimi romanzi Piangi pure, Gli scaduti, Il terzo tempo, Avanti, parla sono nel catalogo Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due da cui è tratto l’omonimo spettacolo di e con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri, diretto da Elisabetta Ratti). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.

Avanti, parla
Lidia Ravera
Bompiani, 2021, pag. 352, € 18,00
ISBN: 9788830102897

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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