
Tokyo è bella. Di una bellezza non comune che non è immediato cogliere. La sua bellezza deriva dall’essere una città innovativa, connessa, proiettata nel futuro e al tempo stesso ancorata alla tradizione.
Un vero e proprio diario di viaggio. Un racconto quotidiano di fatti, profumi, sapori, emozioni, a tanti chilometri di distanza da quello che si chiama “casa”.
La recensione di Un anno a Tokyo, Marzio Broda
I viali che nei mesi scorsi percorrevo senza neppure notare gli alberi dal tronco scuro, ora sono una festa di bianco e rosa e molti marciapiedi sono invasi dai primi petali che il vento trascina nell’aria e deposita a terra. I parchi della città sono affollati di cittadini e turisti che fotografano e ancora fotografano ogni scorcio fiorito e, nel fine settimana, se il tempo tiene, in quegli stessi parchi si organizzeranno picnic e barbecue.
Un italiano che arriva in Giappone per la prima volta si stupirà a ogni passo, fermandosi a fotografare non solo templi o treni superveloci e sopraelevati, ma anche i giapponesi alle prese con le loro normali attività quotidiane. Proprio come fa il turista nipponico quando visita il vecchio continente. Tokyo è davvero uno spettacolo straordinario, che va in scena senza posa, giorno e notte. Un caleidoscopio di luci e di emozioni: molto, molto di più, della fioritura dei ciliegi. Una guida pratica e spirituale, divertente eppure molto seria, in ogni caso indispensabile, per chiunque voglia andare in Giappone con un aereo o semplicemente con un libro, per chi desidera cogliere a pieno il senso di una cena a base di sushi o l’atmosfera che si crea dentro un izakaya mentre si sorseggia il sakè. E soprattutto per decifrare con garbo e humor un popolo che ha in serbo molte sorprese.
Il mio parere su Un anno a Tokyo, Marzio Broda
Che i giapponesi appartengano a una civiltà più avanzata lo capisci quando scopri che nella confezione dei chewing gum c’è anche un piccolo pacchettino di fogli, come fossero post-it, che servono a mettere la gomma quando l’hai finita.
– Ma dai, veramente? Ma che figata!
– Perché scusa, tu come fai quando hai finito il chewing gum?
– Beh, lo appiccico sotto la scrivania.
Sguardo sorpreso e orripilato.
– Ma dai, scherzo, Takagi san!
Il Giappone mi ha sempre chiamata, fin da piccola: ero attratta dai caratteri della scrittura, dalle illustrazioni antiche, dalle foto dei giardini, da quelle delle tecnologie più moderne affiancate alla tradizione… e non ho mai avuto dubbi su quanto sia più avanzata della nostra la civiltà giapponese.
Un anno a Tokyo di Marzio Broda mi ha convinta ancor più che uno dei miei obiettivi futuri sia quello di riuscire a visitare il Giappone, in lungo e in largo, per i suoi contrasti e per il fascino della sua umanità. Essendo un diario vero e proprio, Un anno a Tokyo parla di tutto quello che ha impressionato – in positivo e in negativo – il suo autore: dalla tecnologia avveniristica agli orari impeccabili dei mezzi di trasporto, dai sistemi fiscali più interessanti ai posti di lavoro occupati dai robot perché nessuno li vuole…
Un modo interessante di viaggiare da casa, di avere un’infarinatura di ciò che accade fuori dalla nostra bolla, di capire cosa accade nel resto del mondo.
Un anno a Tokyo
Marzio Broda
Scritturapura Casa Editrice, 2021, pag. 120, € 16,00
ISBN: 978-8897924739