
Uscito l’avvocato il coadiutore, dopo aver tossicchiato più volte per schiarirsi la voce, iniziò rivolto al ragazzo: “Ci avrei anch’io un’offerta da farti, sempre che ti interessi. Ci ho pensato su tutta la notte. Qui si parla sempre della tua identità ed è giusto farlo. Per carità. Ma c’è un’altra situazione da risolvere: tu non ci hai un nome anche perché non sei stato battezzato. Io ho preso quindi una decisione e spero che tu l’accetti. Prendiamo l’architetto e la signora Patrizia, che facciano da padrino e madrina, e io ti battezzo. Vedrai che ricevendo il sacramento ti sentirai più forte e il Padreterno, che è padre di tutti con o senza nome, ti darà più aiuto. Vedi tu. Non te lo posso imporre, ma se vuoi io sono ben disposto a farlo. E spero proprio che anche l’architetto sia d’accordo”.
La recensione di Nessuno, Ernesto Masina
Bortolo Pelamatti, un giovane schivo ma talentuoso, viene premiato durante una manifestazione artistica e in quell’occasione l’architetto Brichetti lo nota e decide di portarlo nel suo studio di Breno come apprendista.
Il ragazzo resta orfano di entrambi i genitori e l’architetto si prende a cuore il ragazzo e ci si affeziona, scoprendo però che il Bortolo non risulta iscritto all’anagrafe e chiede aiuto a Don Arlocchi per risolvere il mistero delle origini del giovane.
Il mio parere su Nessuno, Ernesto Masina
Dopo un incursione in un genere diverso con L’abbraccio, Ernesto Masina torna alle atmosfere rassicuranti della Valcamonica.
Il romanzo è infatti ambientato a Breno e popolato dai personaggi che abbiamo imparato a conoscere come Don Arlocchi, l’anziano coaudiutore della parrocchia e il maresciallo Costamagna.
Sacro e profano si mischiano un po’ come nei romanzi di Guareschi in un romanzo divertente e a tratti giallo.
Nessuno
Ernesto Masina
Robin, 2023, p. 177, €. 14,00