
Come se la pantera prendesse vita.
La recensione di Un animale selvaggio di Joël Dicker
A Ginevra sta per andare in scena la rapina perfetta nella gioielleria di Cartier. Due ladri entrano e in pochi minuti prendono le pietre più preziose.
In che modo questo furto è legato al compleanno della bellissima Sophie, avvocata e moglie di Arpad ricco banchiere? La loro è una famiglia che fa invidia a tutti soprattutto a Greg, poliziotto della squadra speciale e amico della coppia, che vorrebbe una vita come la loro. Eppure niente è perfetto e tutti nascondono segreti.
La mia opinione su Un animale selvaggio di Joël Dicker
Thriller che si legge velocemente Un animale selvaggio riconferma quanto ho sempre pensato di Dicker: stile semplice, forse anche troppo, ma grande capacità di gestione della trama. Ed è proprio lo schema narrativo che tiene incollato il lettore alle pagine. Dicker ci sorprende sempre con rivelazioni inaspettate, colpi di scena, voltafaccia e tantissimi segreti che si svelano lungo le pagine.
È una storia raccontata giorno per giorno ma con continui salti temporali che servono a rivelare le cose taciute fino a quel punto. Non ci sono buoni in questo romanzo ma solo persone incapaci di frenare sé stesse. C’è chi scopre di avere una natura selvaggia, da qui il titolo, chi sacrifica e accetta tutto per non perdere l’amore della vita e chi invece si rovina per inseguire una tentazione.
È un libro che regala grande intrattenimento grazie alla capacità dell’autore di raccontare senza però aggiungere proprio quel particolare che cambia le carte in tavole e che, quando finalmente viene svelato, fa esclamare – Oh! – e ripensare a tutto ciò che si è letto. È un po’ come spiare la vita degli altri guardando dalle vetrate di una casa e scoprire solo alla fine che ciò che pensavamo di aver visto non corrisponde alla verità.
Buona lettura.
Un animale selvaggio
Joël Dicker
La Nave di Teseo, 2024, p. 448, €. 22,00