
Avanza, scalcia pensieri come neve. Risolve tutto accendendosi una siga. La sua intelligenza nervosa ripete quello che già detto e ridetto con voce incerta, ribadito decine di volte ai turisti che domandano indicazioni su un corridoio o sull’altro del museo dove lavora. Tra case di mattoncini antichi e ciuffi di parietaria che irrompono tra i marciapiedi, Banana zigzaga lungo i vicoli espirando e snortando aria dalle narici.
La recensione di Nuovi sperdut di Valerio Carbone
Benoît è un ventiquattrenne parigino intrappolato in una vita che, almeno in apparenza, funziona: una relazione stabile, un lavoro sicuro, un futuro già scritto. Eppure, sotto questa superficie ordinata, si muove un’inquietudine sottile, una sensazione di inadeguatezza che lo spinge fuori rotta. A rompere definitivamente l’equilibrio è Sorcio, amico eccentrico e imprevedibile, che lo trascina in un viaggio inatteso verso Roma.
Quella che dovrebbe essere una semplice gestione di un’eredità si trasforma presto in qualcosa di molto diverso. Nella capitale, Benoît si ritrova immerso in un ambiente variegato e caotico: un gruppo fatto di aspiranti scrittori, artisti, personaggi borderline e figure ai margini, che orbitano attorno a una scena culturale vivace ma anche disillusa. È proprio qui che emerge la vera natura di Sorcio: non solo amico sopra le righe, ma leader carismatico di una banda sgangherata e visionaria.
Il progetto che li unisce è tanto ambizioso quanto surreale: rubare la Gioconda dal Louvre per “restituirla all’Italia”. Un’idea che si muove costantemente sul confine tra provocazione e follia, e che diventa il motore narrativo di una storia che alterna ironia e riflessione.
La mia opinione su Nuovi sperduti di Valerio Carbone
Nuovi sperduti è romanzo di formazione contemporaneo che racconta una generazione sospesa tra desiderio di affermazione e senso di smarrimento. Valerio Carbone costruisce un ritratto riconoscibile e attuale, capace di intercettare le fragilità e le contraddizioni del mondo millennial, senza mai rinunciare a uno sguardo ironico e talvolta disincantato, soprattutto nei confronti dell’ambiente letterario romano.
Lo stile è uno degli elementi più caratterizzanti del romanzo: diretto, colloquiale, volutamente vicino al parlato. Le frasi brevi restituiscono un ritmo rapido e naturale, quasi da conversazione, che accompagna il lettore dentro i pensieri e le dinamiche dei personaggi. Una scelta che contribuisce a rendere la narrazione immediata e coinvolgente.
Ne risulta una lettura scorrevole e divertente, che sotto la superficie leggera lascia emergere domande più profonde sull’identità, le ambizioni e il senso di appartenenza.
Un romanzo che racconta lo smarrimento, ma anche il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.
Buona lettura.
L’autore: Valerio Carbone
Romano, classe 1985. È psicologo, psicoterapeuta e dottore di ricerca in filosofia. Attualmente responsabile del marchio editoriale indipendente “Settemari”. Autore di racconti, canzoni e poesie, ha pubblicato i romanzi Il mercante d’acqua (2015) e Una messa in scena posticcia (2021).
Nuovi sperduti
Valerio Carbone
Edizioni Efesto, 2025, 190 pag., € 15.00