
Aveva piovuto tutto il giorno. Di solito me ne infischio, se piove o no, ma quella volta avevo promesso di montare le tende e di portare il bambino in spiaggia. Mi ero anche riproposto di applicare quei cavolo di stencil alle pareti loro riservate nella parte della cantina che il nostro mediatore aveva definito tavernetta, e inoltre volevo capire in che modo impegnare quella soffitta che secondo il mediatore, sempre lui, andava considerata un disimpegno, passibile di trasformarsi in stanza degli ospiti, studio, o laboratorio.
In tanti mi avevano parlato bene di questo romanzo e mi ero decisa da tempo a leggerlo, ora che l’ho terminato sono felice di potermi aggiungere a quel gruppo di persone che me lo avevano caldamente consigliato.
Divertente, ironico, assolutamente controtendenza e ricco di spunti che si svilupperanno successivamente, se pensiamo all’epoca in cui è ambientato e in cui è stato scritto.
A differenza di ciò che pensa il padre di Patrick, Mame è la zia che tutti noi dovremmo avere, come una luce che ci spinge ad essere noi stessi superando ogni stupida regola conformista e ogni dettame che il perbenismo impone ( o imporrebbe ) in qualunque ambiente e situazione, posto che anche da ogni episodio più o meno bizzarro, evitabile o meno, se ne trae lo spunto per un insegnamento di vita o semplicemente una risata salvifica.
Grande Mame!
Peccato che in Italia a certi piccoli gioielli della letteratura si arriva sempre con un certo ritardo.
ZIA MAME
Dennis Patrick
Adelphi , 2009, 380 pag., € 19,50
E’ in wish list…anzi ho una cognata che deve prestarmelo!!!!
ehi! anch’io ho una cognata che deve prestarmelo! guarda te…