Il ballo, Irene Nemirovsky

    Ad un tratto ebbe un moto d’ira, così brusco e improvviso che Antoinette trasalì e, indietreggiando, urtò contro il muro.Si ranicchiò ancor di più, tremante; ma la madre non aveva sentito niente. Si strappava i gioielli uno dopo l’altro e li gettava a terra. Un bracciale, bello e pesante, ornato di diamanti enormi, rotolò sotto il canapè, si piedi di Antoinette – che, inchiodata al suo posto, guardava. Vide il viso della madre inondato di lacrime, che scioglievano il trucco mescolandosi ad esso; un viso grinzoso, contratto, paonazzo, infantile, comico…Commovente…Ma Antoinette non era commossa, provava soltanto una specie di disprezzo, di indifferenza sdegnosa.

     

    Questo breve racconto -appena sei capitoli-di Irene Nemirovsky, scrittice di origini israelite e successivamente naturalizzata francofona, ha in sè tutta la potenza di una prosa asciutta e scarna, che mira a far risaltare agli occhi del lettore la devastante incomunicabilità dei personaggi scaturiti dalla sua penna.

    Siamo nella Parigi della fine anni ’20: la signora Kampf   ha deciso di dare un ballo per poter finalmente entrare nell’alta società parigina,  ambiente da lei tanto agognato, poichè di origini piccolo borghesi. La donna, così immersa nei suoi sogni di gloria trascura la figlia Antoinette, una quattordicenne piena di vita e desiderosa  soltanto di essere amata. La glaciale freddezza della signora kampf nei confronti della ragazzina risulterà  per lei tuttavia un’arma a doppio taglio: una vendetta dal sapore atroce , architettata con impareggiabile sadismo verso la madre è il sigillo di un rapporto madre-figlia che si consuma tra le fiamme di una spietata rivalità.

    Vedremo infatti alla fine le due donne protagoniste  nell’istante in cui si incontrano nel salone riccamente  ornato per la festa, ma ahimè desolatamente vuoto, mentre un sorriso trionfante sboccerà sulle labbra della piccola Antoinette.

     

    Note sul libro

    La tematica madre-figlia nelle opere di Irene Nemirovsky. Il ballo contiene in nuce una tematica molto cara alla Nemirovsky, tematica che l’autrice trattò varie volte nelle sue opere, proprio perchè da giovane fu disprezzata e non accettata come figlia dalla madre. Per questo motivo la conflittualità generazionale, la continua ricerca di una testimonianza di affetto da parte della genitrice,sono elementi che ritroviamo nei protagonisti dei  suoi romanzi e racconti, dove la figura materna diviene una spettacolare e crudele antitesi di tutto ciò che ha potuto creare il mito della maternità fino ai giorni nostri.  (Fonte: Anobii)

     

    Il ballo
    Irène Némirovsky
    Adelphi, 2005, p. 83, €. 8,00

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