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Contatto visivo, Cammie McGovern

Adam è molto amato dagli adulti della scuola, che parlano sempre del suo grande sorriso, della gioia che gli illumina il volto quando rientra in classe dopo l’ intervallo. Nonostante, all’età di nove anni, faccia ancora dei capricci inspiegabili e imbarazzanti per tutti i presenti, può anche essere magicamente poco complicato: come quando gli viene offerta una caramella gommosa o la possibilità di ascoltare le prove pomeridiane della banda della scuola e lui quasi esplode di gioia. “No, sul serio?” dice. E’ la sua nuova espressione preferita. “No, sul serio? Una caramella gommosa?” In una scuola elementare piena di ragazzini che crescono troppo in fretta, si vestono da pop star, hanno il cellulare, Adam è l’eterno bambino che si entusiasma per le cose più banali: un mucchio di trucioli, un batuffolo di lanugine, un nonnulla.

 

 

La recensione di Contatto visivo di Cammie McGovern

E’ una mattinata come tante alla Woodside Elementary School. È l’intervallo e i bambini si riversano fuori a giocare. Due alunni però, Adam e Amelia, si allontanano addentrandosi nel bosco e non rientrano. Amelia verrà ritrovata morta. Unico testimone dell’accaduto Adam, bambino autistico, terrorizzato dall’accaduto e incapace di dare informazioni utili alla polizia.

Cammie McGovern è madre di un bambino autistico e ha fondato la Whole Children, un’organizzazione che si dedica all’aiuto dei bambini con problemi. Il fatto che la scrittrice viva in prima persona l’ esperienza dell’autismo le dà modo di tratteggiare in modo veritiero la vita quotidiana, le terapie, gli approcci e le problematiche che incontra chi con l’autismo ci convive. La scelta del titolo non è un caso per esempio: il contatto visivo è una delle cose più difficili per i bambini autistici così come giocare con i loro coetanei e interagire con essi anche in una breve conversazione.

La mia opinione su Contatto visivo di Cammie McGovern

Il libro è un thriller ben scritto che si legge in breve tempo. L’autrice è brava a non svelare subito molti retroscena che si dipanano davanti agli occhi del lettore così da dover arrivare alle ultime pagine per scoprire chi abbia ucciso la piccola Amelia. Il protagonista del romanzo è sicuramente Adam e il suo rapporto con Cara, la madre. Un rapporto stretto, unico, di aiuto reciproco. Cara si fa interprete dei bisogni del figlio e spesso teme che Adam da solo non sia in grado di farsi capire ed è, a volte, iperprotettiva. Adam invece la stupirà dimostrandole che sta crescendo e che sa prendere delle decisioni in piena autonomia.

Una storia che descrive senza falsi buonismi l’autismo e le sue difficoltà mettendo in evidenza come spesso siano le persone “normali” a non saper interagire con chi ha comportamenti diversi che destabilizzano.

Una storia ben scritta che farà conoscere e capire quella condizione che è l’autismo  sfatando i luoghi comuni che vogliono tutte le persone autistiche simili al protagonista di Rain Man.

 

Contatto visivo
Cammie McGovern
Garzanti, 2009, p. 314, €. 8,90

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