
“William Eng fu svegliato dallo scoccio di una cinghia di pelle e dal cigolio delle molle arrugginite sotto il materasso logoro del suo letto, uno di quelli scartati dall’esercito. Ascoltò a occhi chiusi i bambini che strascicavano nervosamente i piedi nudi sul freddo pavimento di legno. Udì il crepitare e l’ondeggiare delle lenzuola spinte indietro, come vele gonfiate dagli alisei. E si fece trasportare altrove dalle correnti favorevoli della sua immaginazione, come faceva sempre: qualsiasi luogo era meglio dell’Orfanotrofio del Sacro Cuore, dove ogni mattina le suore ispezionavano l a biancheria e frustavano chi bagnava il letto.”
La recensione di Come un fiore ribelle, Jamie Ford
Seattle. È l’alba e il piccolo William si stropiccia i grandi occhi neri.
Ancora avvolto nelle coperte, riesce quasi a sentire quelle canzoni sussurrate alle sue orecchie in una lingua antica.
Ma è da cinque anni che non ascolta la voce di sua madre.
Da quando è entrato nell’orfanotrofio e la disciplina ha preso il posto delle carezze.
E l’odio è diventato la regola.
Perché William è diverso da tutti gli altri, William è cinese.
William vive a Seattle in un orfanotrofio da cinque anni. La vita per lui qui, è molto dura, niente coccole e solo regole.
Il giorno del suo compleanno decide di chiedere notizie sulla madre, e gli fanno credere che sia morta.
Ma lui non ci crede, in cuor suo sa che è ancora viva e si confida con Charlotte, capelli rossi e pelle delicata come un fiore, una ragazzina cieca che vive nell’orfanotrofio con lui.
Insieme i due decidono di fuggire per cercare la mamma di William, che hanno scoperto essere diventata attrice cinematografica, ma non sanno i pericoli che li aspettano nel mondo esterno.
Si alternano i capitoli dedicati al passato con quelli dedicati al presente ossia l’anno 1934.
Liu Song, la mamma di William, dopo la morte dei genitori, finisce nelle mani del patrigno e della sua prima moglie. Violentata dal patrigno e schiavizzata dalla matrigna, riesce a scappare spaventandoli di notte con la maschera di scena della madre. Dopo aver scoperto di essere incinta, alleva il figlio come meglio può fino a quando decide di lasciarlo in orfanotrofio per continuare la carriera cinematografica.
Riusciranno madre e figlio a ritrovarsi? Non vi svelo il finale per non rovinarvi la lettura.
Il romanzo non è al livello de “Il gusto proibito dello zenzero”, a volte è molto lento con troppi dettagli sui luoghi e sui personaggi, ma è una buona lettura.
IL BOOKTRAILER
Come un fiore ribelle
Jamie Ford
Garzanti Libri, 2013, p. 347, € 13,94