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L’ultimo dei Mohicani, James Fenimore Cooper

Sulle rive di un piccolo ma rapido fiume a due ore di viaggio dal forte di Webb due uomini indugiavano, evidentemente in attesa di qualcuno.
I grandi alberi della foresta si protendevano in quel punto sull’acqua, dandole, con la loro ombra, cupe sfumature. I raggi del sole si erano fatti meno cocenti e dalle acque salivano freschi vapori che restavano sospesi nell’aria. Un silenzio pieno di fremiti, caratteristico dell’afa sonnolenta di un giorno di pieno luglio, riempiva quell’angolo appartato: si udivano soltanto le voci basse dei due uomini e, di quando in quando, il battito di un picchio o lo stridulo grido di una gazza.

La recensione di L’ultimo dei Mohicani di James Fenimore Cooper

Cora e Alice sono le figlie del colonnello Munro e devono raggiungere al più presto il padre nel forte di William Henry.
Siamo nella seconda metà del diciottesimo secolo, negli anni della guerra franco-indiana, e l’America del Nord è un territorio conteso tra vari stati europei.
Le ragazze sono scortate nel loro viaggio da Duncan, fidanzato di Alice, e da Magua, un Urone.
Magua ha un debito in sospeso con Munro e tenta rapire le due ragazze ma il suo piano è sventato da Chingachgook, ultimo della stirpe dei Mohicani insieme al figlio Uncas.
Con i Mohicani viaggia anche Occhio di Falco, un cacciatore bianco amico di Chingachgook.
Le ragazze riescono ad arrivare dal padre ma ben presto vengono catturate dagli Uroni e Cora viene scelta da Magua come sua sposa.
Chingachgook e suo figlio Uncas faranno di tutto per salvare le due sorelle.

La mia opinione su L’ultimo dei Mohicani di James Fenimore Cooper

L’ultimo dei Mohicani è l’opera più famosa di Fenimore Cooper.
Pubblicato nel 1826 fu molto apprezzato dai contemporanei tanto da essere uno dei romanzi più letti di quegli anni.
La grandezza dell’opera non sta tanto nella trama, che è pur sempre un classico avventuroso, quanto nella capacità dell’autore di tratteggiare e ritrarre gli americani, cioè quel nuovo popolo, incarnato da Occhio di Falco, trait d’union tra i padri europei conquistatori e i popoli nativi americani.
Occhio di Falco, europeo ma allevato dai Mohicani, rappresenta il nuovo, simbolo dell’America in quanto nazione nata dagli uomini di frontiera che hanno abbandonato gli usi e i costumi della madrepatria.

Altra grandezza del testo sono le pagine dedicate alle descrizioni dei luoghi, la natura selvaggia, le foreste e le cascate ed il fatto che gli indiani non vengono catalogati come cattivi a prescindere ma descritti nelle loro tradizioni in modo oggettivo.

L’ultimo dei Mohicani è una grande storia d’avventura che ricordo di aver letto da bambina con molto piacere e che consiglio di cuore a grandi e più piccoli.

Il trailer del film L’ultimo dei Mohicani

Dal romanzo furono tratti vari film per il cinema e la televisione ma sicuramente la trasposizione più famosa è quella del 1992 con Daniel Day-Lewis nel ruolo di Occhio di Falco e Madeline Stowe in quello di Alice.
La fortuna del film, che si discosta leggermente dalla trama del romanzo, è dovuta senza ombra di dubbio anche alla magnifica colonna sonora.

 


 

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