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Il mio paese inventato, Isabel Allende

Mi sto perdendo e devo riprendere il filo, ammesso che un filo esista in questa divagazione. Così è la nostalgia: una lenta danza circolare.

La recensione di Il mio paese inventato, Isabel Allende

In questo romanzo, che è un po’ una biografia, l’autrice ci racconta la nostalgia per il suo paese: il Cile dal quale è stata costretta ad allontanarsi più volte nel corso della sua vita.
Il racconto prende forma attraverso alcuni ricordi legati soprattutto al nonno.

Io e il nonno andavamo d’accordo perché a tutti e due  piaceva rimanere in silenzio. Potevamo trascorrere ore, seduti uno accanto all’altra, a leggere o a guardare la pioggia che batteva sui vetri, senza sentire la necessità di dire qualcosa giusto per farlo.

L’autrice ha vissuto in una grande casa con il nonno, gli zii e altri parenti fino all’età di nove anni, emigrata a seguito dei genitori sarà costretta a tornare a vivere in Cile, a causa di alterne vicende politiche mondiali, durante l’adolescenza, per poi lasciare il paese definitivamente dopo il golpe di Pinochet a causa della sua parentela con Salvador Allende e alla sua militanza da giornalista.

La sua vita è un continuo migrare e sentirsi straniera in ogni posto, solo negli Stati Uniti si sentirà finalmente a casa pur non dimenticando le sue radici sudamericane.

Un racconto che è un mix di ricordi più o meno rielaborati, che ci racconta gli aneddoti sulla sua famiglia, analizza la cultura del suo paese di origine e fa luce su un periodo buio della storia mondiale.

Abbiamo trascorso buona parte del XX secolo a saggiare forme diverse di rivoluzione, siamo passati dal marxismo al capitalismo selvaggio provando tutte le sfumature intermedie.

La mia opinione su Il mio paese inventato, Isabel Allende

Quando abbiamo deciso il tema del mese da un lato ero entusiasta, dall’altro spaventata, ho amato molto questa autrice da giovane e temevo rileggendola dopo anni di rimanerne delusa, di non provare più gli stessi sentimenti e lo stesso entusiasmo di quando l’ho letta anni fa.
Devo dire invece che son rimasta ancora incantata come alla prima lettura, anzi credo di aver apprezzato alcuni aspetti della sua scrittura che non avevo colto, non ricordavo ad esempio l’ironia sottile che in questo romanzo-biografia si manifesta nel prendere sottilmente in giro se stessa e i suoi compatrioti con le loro stranezze caratteriali e piccole manie.

Il mio paese inventato
Isabel Allende
Feltrinelli, 2013, p. 192, €. 9,00

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