La cuoca: storia di un terremoto, Luana Troncanetti

I gesti di cura mi piace battezzarli con un nome. Fausto, per esempio. In quel momento ero diventata muta. Fortuna che è stato lui a presentarsi. Adesso Clara, senza quel nome, sarebbe a caccia di un fantasma. Ci sta mettendo tanto tempo, proprio come Caterina.

Quando parla, Nunzia, starei ad ascoltarla per ore. L’avete riconosciuta? Vi ricordate della sua gioventù e di quell’amore straniero che la conquistò al primo sguardo? L’abbiamo incontrata qualche mese fa, con lo spin-off di questo romanzo in cerca di editore: La cuoca.

Nunzia è una vecchia lucida e testona, come la chiama affettuosamente Clara, una sua “quasi figlia”, dottoressa, che la ritrova in ospedale dopo il terribile terremoto del 1997. Estratta viva da sotto le macerie, un po’ malconcia, Nunzia ripercorre la sua vita e i suoi peccati, le gioie, gli amori, i terribili anni della guerra.

Vale la pena di leggerla questa storia, perché negli occhi di Nunzia si vede più di un dramma. E si impara a osservare i propri con occhi diversi. E magari a ridimensionarli, quando occorre.

La recensione di La cuoca, Luana Troncanetti

Il coraggio di uomini – e donne, ce ne sono tante – che sgombrano macerie lei non l’aveva mai visto, è difficile anche immaginarselo. In lontananza un giovane un cima a un cumulo di sassi porta le mani dietro alla schiena, massaggia le reni. Si strofina gli occhi. Non si regge più in piedi eppure resta lì, fianco a fianco con finanzieri, forestali e vigili del fuoco. Stanno tirando fuori il corpo di un uomo.

Se nel racconto breve tratto da La cuoca Luana aveva concentrato l’obiettivo sulla storia e sul passato di Nunzia, qui allarga lo sguardo a tutto quello che la circonda. E soprattutto alle persone e alle emozioni – devastanti – provocate dal terremoto. E non solo da quello che sconquassa la terra, distrugge edifici e porta morte e macerie, ma anche da quello che sconvolge cuori e anime, brucia amori e fiducia nell’altro e nella vita stessa.
Nunzia ha occhi che vedono lontano, ha l’esperienza di chi si è bruciata più volte e ha capito cadendo dove ci si può far male. È una di quelle persone che ognuno di noi vorrebbe avere accanto quando siamo sfiduciati o quando non sappiamo se facciamo bene a osare e a fidarci del cuore. Nelle sue parole ho sentito la saggezza di mia nonna e dei suoi modi di dire, le sue mani piene di rughe che avevano così tanto da raccontare, nei suoi modi bruschi e nei profumi che sa evocare ho rivisto e respirato momenti della mia infanzia.

Ma non sono certo solo rose e fiori. C’è una terribile violenza nei flashback di Nunzia, c’è sofferenza nei ricordi più recenti di Clara, c’è un mondo che continua imperterrito a tremare e a distruggere intorno alle loro vite. E c’è un filo che tutto lega, un amore che, come brezza leggera ma costante, soffia e porta con sé richieste di perdono, rimorsi e rimpianti.
Un filo che chiede anche a noi che leggiamo di fare i conti col nostro passato. E col presente, anche. Che può cambiare sempre, da un momento all’altro. Basta poco, un attimo.

La cuoca: storia di un terremoto
Luana Troncanetti
Independently published, 2020, p. 138, €. 9,00

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