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Abigail, Magda Szabó

Il cambiamento che ebbe luogo nella sua vita la privò di così tante cose che le parve che una bomba le avesse distrutto casa.

La recensione di Abigail di Magda Szabó

Gina Vitay conduce una vita perfetta.
Vive a Budapest con suo padre, la madre è morta da tempo, e spesso va a casa della zia che organizza tè e balli.
A scuola è una brava allieva.
Gina è cresciuta amata e coccolata, benvoluta da tutti quindi non capisce perché all’improvviso la sua vita debba essere stravolta.
Nell’arco di pochi giorni cambia scuola e viene portata ad Arkòd, nel collegio Matula, severissima struttura protestante.
Gina fatica non poco ad ambientarsi anzi all’inizio è completamente messa da parte dal gruppo.
La vita al Matula non è facile, soprattutto per una ragazza abituata alla grande città.
La scuola ha regole ferree che non ammettono eccezioni.
L’unica consolazione per le allieve è Abigail, la statua di una giovane donna che si trova nei giardini della scuola.
Sembra che se si lascia un bigliettino alla statua essa riuscirà a risolvere i problemi che affliggono le ragazze.
Ma chi è Abigail?

La mia opinione su Abigail di Magda Szabó

Un romanzo immenso, un classico delle letteratura ungherese bellissimo.
Abigail è uno di quei romanzi che ti travolge con la sua perfezione e che fa venire voglia di leggere tutta la produzione di Magda Szabó.

La storia di Abigail non è semplicemente la storia di una ragazza che cambia radicalmente vita. Il libro affronta tematiche riguardanti la resistenza durante la seconda guerra mondiale, di cui fa parte anche il padre di Gina, l’audacia, il coraggio. Di come le cose importanti, quando si è giovani, ci scivolino accanto senza che ce ne accorgiamo. Di quanto, troppo spesso, non siamo in grado di capire chi ci circonda.

Gina non è una protagonista simpatica ma un’adolescente che ha tutti i difetti della sua età: è irruente, svelta a giudicare, sorda a chiunque non le vada a genio e pronta a fermarsi alla prima impressione. Nell’arco della narrazione più volte Gina si renderà conto di aver commesso errori dovuti al suo carattere e alla sua giovane età, fino all’ultima riga dell’ultima pagina.

Abigail racconta 7 mesi nella vita di Gina ma è talmente ricco di dettagli, avvenimenti, riflessioni che il tempo della narrazione sembra dilatarsi e quando si arriva alla fine ci si sente orfani di un mondo che si era imparato ad amare.

Io ho amato Abigail, la scrittura di Magda Szabó, tradotta sempre dalla bravissima Vera Gheno, e credo che consiglierò questo romanzo a chiunque perché non posso immaginare un mondo in cui le persone non conoscano il Matula e la grande, incommensurabile anima di Abigail.
Buona lettura.

Abigail
Magda Szabó
Anfora, 2017, p. 400, €. 18,00

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