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Orlando, Virginia Woolf

“Una donna sa molto bene, che un uomo di spirito può mandarle i suoi versi, lodare i suoi giudizi, sollecitare le sue critiche e bere il suo tè, ma questo non significa in alcun modo che egli rispetti le di lei opinioni, ammiri la sua intelligenza, e rinunci, poiché il fioretto gli è negato, a trafiggerla con la sua penna.“

Una lettera d’amore, la più lunga mai scritta, una quasi biografia (molto romanzata) dedicata all’amata, Vita Sackville-West. Una riflessione, profonda, sulla vita e su quegli aspetti legati alle convenzioni sui sessi.

La recensione di Orlando, Virginia Woolf

“Orlando – vano sarebbe stato negarlo – era diventato donna. Ma sotto ogni altro rapporto, Orlando rimaneva tale e quale quello di prima. Il mutamento di sesso poteva bensì alterare l’avvenire dei due Orlando, ma per nulla affatto la loro personalità. I due visi rimasero, come lo provano i ritratti, perfettamente simili”.

Ho conosciuto Vita Sackville-West durante gli studi di architettura: Arte dei Giardini è stata una delle mie materie preferite proprio grazie alla conoscenza di questa donna particolare. Anche Virginia ne è realmente innamorata: androgina, bisessuale, madre rigida, intellettuale, moderna, “alternativa”, si potrebbe dire. Sulla cresta dell’onda nel periodo e negli ambienti frequentati, Vita è un modello da seguire.

Nella sua traduzione in romanzo-biografia, Virginia racconta Vita-Orlando e la sua avventura attraverso i secoli, le convenzioni, gli sguardi e i giudizi del perbenismo sociale.

Se nascere donna può essere una condanna all’esclusione da certi ambiti, per molti altri motivi è un vero privilegio: questo è quello che ho letto tra le righe di un “libriccino”, come lo definiva l’autrice, che ha molto più da dire di ciò che si potrebbe pensare.

La mia opinione su Orlando, Virginia Woolf

L’unicità dell’individuo.
Che va oltre, che prescinde dal genere a cui apparteniamo alla nascita. Che non si cura del tempo e del suo passare, ma punta dritto al suo scopo: affermare la propria personalità. Che non dipende, che non deve dipendere, dal genere.
Ecco la verità: la Woolf ci dice che dentro ogni individuo convivono una parte maschile ed una femminile, da scoprire entrambe con naturalità e semplicità, senza pregiudizi o timori.

“I sessi, è vero, sono diversi; eppure, si confondono. Non c’è essere umano che non oscilli così da un sesso all’altro, e spesso non sono che gli abiti che serbano l’apparenza virile o femminile, mentre il sesso profondo è l’opposto di quello superficiale”.

E non è tutto. Considerando gli innumerevoli temi presenti nel romanzo, sono possibili altrettanto innumerevoli riflessioni che andrebbero affrontate: da quelle sulla vita e sulla morte a quelle sulla meraviglia della natura a quelle sullo scorrere del tempo.

“È dunque necessario che di tanto in tanto il dito della morte si abbatta sul tumulto della vita per impedirle di spezzarci? Siamo dunque così fatti da dover assumere la morte a piccole dosi quotidiane per seguitare il mestiere di vivere? (…) E se così, di che natura è la morte, e di che natura è la vita?”

Orlando di Virginia Woolf è un potente “libriccino” da tenere sul comodino, perché ogni lettura è un nuovo risveglio. In abiti diversi ma con una personalità, propria, da arricchire di nuovi confronti.

Orlando
Virginia Woolf
Feltrinelli, 2017, p. 272, €. 11,00

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