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Un uomo solo, Cristopher Isherwood

La recensione di Un uomo solo di Cristopher Isherwood

Nella California di fine anni ’50 George vive in una recita perenne.
Da quando esce fino a quando non rientra tra le pareti buie della sua casa oltre il ponte, George finge.
Finge di essere un serio professore inglese, indossa la cravatta mentre fa lezione ai suoi studenti stropicciati e rilassati e discute di libertà, desiderio e menzogna. Finge mentre parla coi colleghi, quando fa la spesa.
Ma cosa nasconde George?
Nasconde un lutto.
Jim il suo compagno è morto, ucciso in un incidente stradale.
George non può parlare con nessuno di questa morte perché nessuno sa che George è omosessuale. Non lo sanno le famiglie che abitano vicino a lui né tantomeno i colleghi dell’università. Forse qualcuno sospetta ma senza certezze.
Cosa c’è di peggio che cancellare la morte dell’amato, non poter essere tristi, disperati, sconvolti davanti al mondo?

La mia opinione su Un uomo solo di Cristopher Isherwood

Un uomo solo di Cristopher Isherwood è il lungo racconto dell’ultimo giorno di vita di George ed è impossibile non sentire tutta la rabbia e l’angoscia di quest’uomo che si sforza ogni giorno di mettere un piede davanti all’altro e di vivere una vita senza Jim.
Il romanzo mette in luce la sofferenza di una vita vissuta nell’ombra in una società che non ammette che due uomini si possano amare.
Un uomo solo racconta un lutto ma anche la voglia di ricominciare, il disagio sottile nel decidere di rischiare, la paura di essere ridicoli nel cercare un nuovo amore.
Isherwood non scrive un romanzo facile, anzi. L’inizio è perentorio e folgorante e tutta la narrazione è meticolosa, a tratti cinica.
Un romanzo che trasuda dolore e desiderio, desiderio di poter essere sé stessi, guardare un altro uomo senza la paura di essere scoperti e additati, poter piangere l’assenza dell’amato.

Nel 2009 Tom Ford ha diretto A single man, film tratto dal romanzo. Che dire se non che il film è la perfetta trasposizione del libro. Colin Firth nel ruolo di George vinse la Coppa Volpi al Festival di Venezia per la sua interpretazione e la colonna sonora composta da Shigeru Umebayashi e Abel Korzeniowski racconta magnificamente l’animo del protagonista. Piccola curiosità: Tom Ford, al suo esordio alla regia, dovette finanziarsi da solo il film.

Il trailer del film A single man

 

Un uomo solo
Cristopher Isherwood
Adelphi, 2010, p. 148, €. 16,00

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