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Le spietate, Claudia Cravens

“Voglio solo che tu ti renda conto della situazione. Quando sei arrivata qui, eri vissuta così al minimo che qualsiasi cosa ti sembrava il massimo, giusto?”

La recensione di Le spietate di Claudia Cravens

Nel Far West delle sconfinate pianure e del clima impietoso, dei saloon e dei bordelli pieni di musica, fumo e bari, delle città divise per ceto dove prostituirsi è l’unica scelta per ogni donna vedova, orfana, povera o semplicemente analfabeta impariamo a conoscere Bridget.

Sedici anni, lunghi capelli rossi che la rendono appetibile per i clienti del Buffalo Queen, bordello gestito da Lila e Kate, Bridget dalla vita non ha avuto niente. Rimasta orfana del padre, un ubriacone morto a causa del morso di un serpente a sonagli, la ragazza arriva da sola a Dodge City. Smunta, sporca, magra da far impressione, per Bridget venire accolta al Buffalo Queen è quasi un sogno che si avvera. Prostituirsi significa avere un tetto sulla testa, cibo caldo e soldi. I clienti non sono poi così male e il bordello gode della protezione dello sceriffo Jim, cliente abituale invaghito di Bridget.

Mentre tutto sembra scorrere come un meccanismo ben oliato arriva Sally, prostituta bellissima che attira l’attenzione di Bridget. La ragazza è affascinata dalla nuova arrivata, la imita, non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Quello che prova per Sally non è il semplice attaccamento verso una collega simpatica ma qualcosa che la ragazza non sa definire e che la turba nel profondo.

Non sarà però Sally a far comprendere a Bridget i suoi sentimenti verso le donne ma Spartan, giovane pistolera che cattura i banditi per consegnarli alla legge. Spartan è impetuosa, meravigliosamente bella e Bridget se ne innamora all’istante.  Purtroppo nel Far West dove la legge è un filo sottile su cui è difficile rimanere in equilibro e dove i bari sono pagati per attirare clienti e denaro anche l’amore può rivelarsi pericoloso.

La mia opinione su Le spietate di Claudia Cravens

Romanzo d’esordio di Claudia Cravens, Le spietate è stata una lettura entusiasmante e la scelta del punto di vista narrativo si è dimostrata perfetta.

Bridget è un personaggio fantastico che nel corso del romanzo cambierà radicalmente scoprendo finalmente chi è e cosa vuole. All’inizio è una ragazza che vuole solo sopravvivere, non importa a quale prezzo. L’incontro con Spartan la porterà a farsi domande su sé stessa, sui suoi desideri e a chiedersi se è in grado di decidere da sola. Spesso le sue decisioni si riveleranno tragicamente sbagliate ma la ragazza non rinnegherà mai le sue azioni.

Bilanciata dal personaggio di Constance che rappresenta la saggezza dell’età e dell’esperienza nonché la rassegnazione e l’accettazione di un destino immutabile, Bridget si staglia nella prateria come una moderna eroina. A volte egoista e incapace di lungimiranza – ma a sedici anni è possibile fermarsi a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni? – Bridget è un inno ad essere sempre sé stessi anche quando tutto ci è contro, a rivendicare chi siamo veramente, a scoprire la nostra essenza più pura e a non vergognarcene.

Le spietate è uno splendido romanzo queer dove il West è talmente ben descritto che sembra di essere nel saloon tra l’odore di sudore, tabacco e whisky ad aspettare che i mandriani arrivino per iniziare a lavorare nonché un ritratto spietato della condizione delle donne in una società dove senza un marito o una posizione sociale considerata rispettabile non esisteva futuro.
Infine un grande plauso va al superbo intreccio narrativo che riesce a sorprendere il lettore regalando emozioni fino alla pagina finale.
Buona lettura.

Le spietate
Claudia Cravens
NN Editore, 2024, p. 320, €. 19,00

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