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L’anello rubato, Selma Lagerlöf

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L’anello era chiuso in una bara, dentro a una tomba murata, inaccessibile anche al ladro più audace, e si pensava che lì sarebbe rimasto fino alla fine dei tempi.

La recensione di L’anello rubato di Selma Lagerlöf

Un anello di grande valore, materiale e simbolico, una tomba profanata, una maledizione che si dipana negli anni e colpisce chiunque abbia a che fare con l’anello: questi gli ingredienti di un romanzo che è un po’ fiaba, un po’ racconto tra amici intorno a un caminetto, un po’ storia dark alla Tim Burton.

Quando muore, il generale Löwensköld viene sepolto con all’indice della mano sinistra il regalo ricevuto da Re Carlo XII, un anello con sigillo. In vita il generale ne era talmente orgoglioso da farsi ritrarre con esso.

Una notte però qualcuno decide di profanare la tomba e rubare quell’anello prezioso. La fame e la povertà dei contadini erano tangibili e molti pensavano che fosse un peccato che un oggetto così di valore dovesse adornare la mano di un morto invece che sfamare i bisognosi.

Il furto dell’anello però si rivelerà un grande errore. I due ladri subiranno l’ira del defunto e le sue persecuzioni e anche quando l’anello cambierà padrone, andando a finire in un’altra famiglia, le sventure non termineranno. Solo una ragazza capirà come liberare la famiglia dallo spettro del generale e dalla maledizione dell’anello riuscendo là dove tutti avevano fallito.

La mia opinione su L’anello rubato di Selma Lagerlöf

Immaginate una serata in una casa in campagna, una bella compagnia di amici, un caminetto scoppiettante e le ore che passano. Ecco che qualcuno rievoca una storia del passato un po’ paurosa, una storia di fantasmi e maledizioni talmente avvincente da farvi rimanere ad ascoltarla vincendo il sonno e la stanchezza.

Ecco, l’effetto di questo breve romanzo è proprio questo. La stessa scrittrice dice di aver ascoltato questa storia e di volerla riportare sperando di riuscire, attraverso la scrittura, a rievocare le emozioni scaturite dal racconto; possiamo affermare che ci sia riuscita in pieno.

L’anello rubato è la quintessenza del racconto fantastico con un tocco di gotico e ogni capitolo regala colpi di scena inaspettati. I temi sono tanti da quelli più ovvi legati alla tomba profanata e al fantasma collerico, alla giustizia umana e divina, alla vendetta, all’amore.

Selma Lagerlöf ancora una volta ci porta nel Värmland tra boschi senza fine, neve e paesaggi bellissimi e attinge dalle storie popolari per regalarci un inno all’amore che tutto può, anche  sconfiggere la vendetta di un fantasma.

Buona lettura.

L’anello rubato
Selma Lagerlöf
Iperborea, 2024, p. 160, €. 16,50

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