
A suo parere non c’era niente di meglio dell’annusare un libro, accoccolarsi con un libro e, soprattutto, leggere un libro standosene comodamente a letto.
Il sogno di tutti noi, popolo di lettori, no? Beh, la cosa buffa è che a pensarlo sia un gatto. Un particolare esemplare di gatto pensante, nello specifico.
«Leggere e girovagare e oziare e sonnecchiare, tutte cose che per me equivalgono a pensare, rappresentano la mia suprema Felicità», postulava spesso Bibliochat, ma G.B. sapeva che quella era una citazione di Hume, il che faceva di suo cugino un infido e subdolo plagiario.
La recensione di Leggere è una faccenda da gatti, Alex Howard
Il Gatto della Biblioteca ha un essere umano che gli offre casa e vitto in cambio di coccole e fusa, ma molto spesso preferisce passare il suo tempo nella biblioteca dell’università di Edimburgo, dove insieme ad altri gatti pensanti ha messo su un luogo fantastico: il Gattacolo. Dove ritrovarsi, godersi un po’ di buona erba gatta e soprattutto leggere i migliori libri: pagine di Nietzsche, Joyce, Orwell e Heaney che gli insegnano a riflettere sulle cose del mondo, ma soprattutto a leggere le profondità dell’animo umano e coglierne i segreti più nascosti.
Così, alla fine di ogni giorno avventuroso, appunta il titolo di un libro di riferimento, la sua scoperta del giorno sugli umani, il cibo che ha mangiato (perché il cibo è molto importante, non credete anche voi?).
E il lettore aggiunge alla sua lista infinita di libri da leggere anche i consigli di G.B., così da rendere ancora più infinito quel famoso elenco…
«Quindi, a volte dobbiamo solo accettare le cose e andare avanti?»
«Oui.»
«Come la follia degli umani e le leggi dell’amore?»
«Oui, exactement, comme la folie des humains et les lois de l’amour.»
La mia opinione su Leggere è una faccenda da gatti, Alex Howard
Quante domande, G.B., quanti dubbi nella tua esistenza gattesca.
Eppure non ci aspetteremmo da un semplice gatto, anche se del raro tipo “pensante”, tutte queste domande. Li vediamo sonnecchianti al sole, giocherelloni appena vedono una pallina, miagolanti con la nonna che dà loro da mangiare, e non li osserviamo abbastanza, forse, quando si fermano a fissare il vuoto davanti a sé, quando – occhi a fessura verso l’orizzonte – guardano qualcosa di così profondo che neanche immaginiamo.
Affascinanti i gatti, l’ho sempre pensato. Da quando condivido casa con una di loro ho capito qualcosa di più: la capacità di essere, qui, ora. Che per loro è naturale, sì, e invece per noi dovrebbe essere un esempio da seguire.
Vivere la vita era diverso. Vivere la vita era andare all’Acchiappo… farsi accarezzare o gettarsi in pericolose avventure profumate di cannella. Vivere la vita donava l’esperienza e permetteva di spingersi oltre i propri pensieri andando incontro alla vita degli altri. Era tangibile. Vivere era essere nel momento.
Leggere è una faccenda da gatti di Alex Howard è un libro carinissimo, con qualche luogo comune, sì, un po’ di retorica di troppo, ma che, letto durante questo inizio di estate assolata che tardava ad arrivare, dona freschezza e leggerezza. Una buonissima cosa, in questa stagione.
Leggere è una faccenda da gatti
Alex Howard
Garzanti, 2017, p. 165, €. 4,00