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A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta, James Hannaham

Chi conosco? Mi sembra di non conoscere più nessuno da nessuna parte se non su a Ithaca.

La recensione di A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta di James Hannaham

Carlotta ha quarant’anni e ne ha passati la metà in carcere. Tutto è successo perché era nel posto sbagliato al momento sbagliato con la persona sbagliata. Lei voleva solo comprare una bottiglia di liquore ma si è trovata in mezzo a un furto. Carlotta è nera, trans, aveva una pistola e il responsabile della rapina era suo cugino. Per la corte è stato facile catalogarla come complice e condannarla.

Ora ha ottenuto la libertà vigilata. Rivedere la famiglia e gli amici e soprattutto il figlio di cui non ha notizie da tempo: Carlotta pensa a queste e a molte altre cose sull’autobus che dal carcere la porta a casa. Andrà tutto bene?

New York è una città irriconoscibile per lei. Le strade, la gente, odori e rumori, tutto è diverso e nuovo tutto è tirato a lucido. Carlotta fatica a tenere il ritmo. Presentarsi agli appuntamenti obbligatori per la libertà vigilata, trovare un lavoro, restare lontana da alcol e droghe non è facile.

La prigione è stata un’esperienza devastante. Carlotta ha visto negata la richiesta, in quanto trans, di essere trasferita nel settore femminile, ed è stata ripetutamente violentata da altri prigionieri e dalle guardie carcerarie.

Ora che è tornata libera non sa bene come comportarsi. Il carcere le ha insegnato a stare sempre sul chi vive e a non fidarsi di nessuno però il sole sulla pelle e poter finalmente fare come le pare la rende euforica ed eccitata.

La mia opinione su A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta di James Hannaham

A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta è un libro disarmante con una protagonista inarrestabile, una vera forza della natura che pur avendone passate di ogni in carcere conserva una tempra eccezionale e uno spirito famelico che la spinge ad andare avanti in moto costante e perpetuo.

Leggere dei due giorni di libertà di Carlotta significa salire su un treno in corsa senza sapere la destinazione. Si corre a perdifiato per la città, si ascoltano le chiacchiere e i mille pensieri della protagonista cercando di venire a capo di parentele, storie del carcere, relazioni finite male e i mille propositi di chi vuole farcela a tutti i costi ma sa che parte svantaggiato su tutta la linea. Si legge con l’affanno, davvero, e però è un affanno divertente perché è impossibile anche solo provare a supporre cosa James Hannaham abbia deciso di riservare alla sua protagonista.

Il titolo è azzeccatissimo e mette in luce come Carlotta sia stata abbandonata due volte: la prima dai parenti che non l’hanno mai visitata negli anni del carcere o se l’hanno fatto in maniera sporadica e discontinua, e che mal accettano che abbia deciso di diventare Carlotta abbandonando il nome maschile datole alla nascita, e in secondo luogo dalle istituzioni che deflagrano clamorosamente in tutto il romanzo dimostrandosi incapaci di rieducare e dare una qualsivoglia misura correttiva e una possibilità di riscatto a chi finisce in prigione.

Una storia dura che racconta come, essendo donna nera e trans, sia difficilissimo iniziare da capo ma che invita a non mollare mai. Esattamente come fa Carlotta che fallisce la prova della libertà vigilata ma ne esce più forte e consapevole e sempre con tanta voglia di vivere.
Buona lettura.

A nessuno è fregato un cazzo di cosa è successo a Carlotta
James Hannaham
Edizioni Clichy, 2024, p. 336, €. 22,00

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