
e in quel momento compresi che non saremmo mai tornati indietro, mai e poi mai.
La recensione di La confessione di Schroder di Amity Gaige
Quando Erik arriva negli Stati Uniti dalla Germania divisa non riesce a integrarsi. Per tutti gli studenti è il ragazzo straniero dalla pronuncia buffa, il tedesco di poche parole dal padre elegante e silenzioso. Ed è allora che decide di regalarsi la vita che si merita e da Erik Schroder diventa Eric Kennedy. Non è più un orfano straniero ma un giovane educato forse imparentato con la famiglia più famosa d’America.
Inventa tutto: una città, una casa, le vacanze, i parenti, la famiglia. E poi diventa impossibile ritornare ad essere Eric Schroder soprattutto quando incontra l’amore della sua vita. Rimane quindi un Kennedy ma le bugie, insegna il proverbio, hanno le gambe corte e i nodi vengono sempre al pettine. Per Eric il famigerato nodo sarà la figlia Meadow e una corsa all’ospedale più vicino per salvarle la vita.
In quel momento il castello di carte di una vita crollerà e l’uomo verrà imprigionato per tutta una serie di reati tra cui frode e rapimento perché Eric è sì un buon padre ma ha portato la figlia al di fuori dello Stato in cui vive senza avvertire l’ex moglie e questo ha scatenato una caccia all’uomo.
Proprio dal carcere l’uomo scrive una lunga memoria per spiegare tutto e raccontare finalmente la verità: Erik Kennedy ha mentito tutta la vita.
La mia opinione su La confessione di Schroder di Amity Gaige
Perché rifiutare totalmente le proprie origini? Amity Gaige è molto brava a tratteggiare il personaggio di Eric che fondamentalmente rimane un mistero per il lettore. Infatti il suo passato, pur se doloroso, non può giustificare un rifiuto tanto radicale. Ciò che sconvolge il lettore è la serenità con cui l’uomo racconta la creazione della sua nuova identità.
Il mondo pensato da Eric è una sorta di bolla perfetta in cui dimenticare gli anni nella Germania Est, la madre lasciata in patria, il padre anaffettivo e una vita che prima dell’arrivo negli Stati Uniti ai suoi occhi non valeva nulla. Eric fugge da Eric e in questa fuga senza ritorno rimane intrappolato a tal punto da non poter più tornare indietro.
La domanda che sorge alla fine del romanzo è: la ricerca di una vita perfetta sulla carta si è rivelata la scelta giusta? La risposta è che purtroppo non si fugge da sé stessi né dal passato inventando una nuova vita. Il passato va affrontato e reso innocuo con l’unica arma che abbiamo a disposizione e cioè la verità. Il più grande errore di Eric infatti sarà proprio continuare a mentire immaginando che la menzogna possa diventare un’egida lucente capace di donare la felicità.
Buona lettura.
La confessione di Schroder
Amity Gaige
NN Editore, 2024, p. 320, €. 19,00