
Accudire un bambino era un impegno incessante e ripetitivo, prima ti riduceva a metà e poi in quarti.
La recensione di Tornare a casa di Tom Lamont
Téo da tempo si è lasciato alle spalle Enfield, il quartiere in cui è cresciuto, per trasferirsi in un appartamento tutto suo vicino al lavoro. Torna là una volta al mese per salutare il padre che invecchia rapidamente e comincia a non essere più tanto in grado di badare a sé stesso e salutare i vecchi amici.
E proprio in una serata di poker, pub e alcool, Téo incontra Lia, la ragazza di cui è da sempre innamorato, che gli chiede di badare al figlioletto Joel il giorno dopo. Téo acconsente subito, ha già fatto da babysitter al piccolo, andrà tutto liscio. Purtroppo durante quella giornata Lia si toglierà la vita e Joel verrà affidato a Téo dai servizi sociali in attesa di trovare una famiglia idonea.
Per il ragazzo è tutto nuovo, inatteso e difficile. Badare a un bambino di due anni e mezzo lo schianta e lo diverte allo stesso tempo, Joel è magnifico ma è anche un groviglio di capricci, bisogni e dolore. Si può essere padre senza esserlo biologicamente?
La mia opinione su Tornare a casa di Tom Lamont
Romanzo d’esordio sul senso di famiglia, il rapporto padre-figlio e i cambiamenti improvvisi questo di Tom Lamont.
Téo è il classico bravo ragazzo però gestire un bambino così piccolo rappresenta una sfida. Non si tira indietro ma allo stesso tempo è determinato a non farsi sommergere da qualcosa più grande di lui: sarà il tutore di Joel ma non lo adotterà perché rivuole la sua vita, il suo appartamento, la sua libertà. Soprattutto rivuole la sua vita lontano dal padre Vic che invece vorrebbe che Joel rimanesse sempre con loro.
I personaggi che incontriamo sono tutti alla ricerca di qualcosa: Téo vuole libertà anche se Enfield lo chiama sempre a sé, Joel una famiglia, Ben il coraggio di diventare adulto e scegliere la cosa giusta, Sybil la forza di riconoscere le passioni e chiamarle con il loro nome. Insieme all’anziano Vic questi tre adulti così diversi ma uniti dall’affetto per Joel daranno vita a una famiglia forte e capace di dare amore e perdonare.
Tornare a casa afferma che la famiglia non è solo quella di sangue ma anche quella che si sceglie a dispetto di liti, fraintendimenti e che trova sempre il modo di perdonare l’altro. Racconta la paternità dimostrando che si può essere padre in tanti modi diversi.
Anche il titolo in realtà nasconde molti livelli di lettura. È Téo che torna a casa ogni mese ma più nel profondo quel tornare a casa rappresenta la riconciliazione tra lui e Vic e il legame tra Joel e il suo vero padre. Paternità come casa, luogo simbolo di sicurezza e affetto. Così come si può essere padre in modi diversi anche la casa si declina a seconda del cuore. Casa è dove ci aspetta il padre, un padre che ha scelto di esserci.
Buona lettura.
Tornare a casa
Tom Lamont
NN Editore, 2025, p. 352, €. 19,00