Intervista a Caterina Falchi

Caterina Falchi

Le interviste di Zebuk

Ciao Caterina, benvenuta e raccontati ai lettori di Zebuk. Chi è Caterina Falchi?

Che domanda difficile… Caterina è tante cose. Una ragazza di 49 anni con un lavoro normale, un marito e un gatto. Una ragazza che cerca di vivere appieno tutto quello che la vita le offre, nel bene e nel male. Una ragazza che ama leggere, scrivere, cucinare per gli amici e ballare. Una ragazza che ha deciso di trasformare le debolezze in punti di forza. Una ragazza che crede profondamente nel potere dell’amore, quello con la A maiuscola, per tutti.

Credo sia stato molto difficile raccontarsi, cosa ti ha spinto a farlo e come ti ha aiutato a superare le difficoltà che avete dovuto affrontare?

Raccontarmi non è stato troppo difficile, perché all’inizio Nina non era stata concepita per diventare un libro, quindi fondamentalmente scrivevo per me. L’idea è maturata molto più tardi.
La stesura dei pensieri è stata spontanea e sincera, lo dovevo a me stessa per guarire o almeno per riconoscere il dolore e dargli voce, è stato un processo naturale e spontaneo anche se lungo.
Il mettere i pensieri su carta mi ha assolutamente aiutata a riconoscerli e a farli diventare parte di me. Io “sono” quei pensieri e quei dolori. Io “sono” quell’esperienza anche se dolorosa. E da quell’esperienza ho dovuto assolutamente trarne qualcosa, non poteva essere un dolore inutile.
Credo che l’averlo riconosciuto mi abbia aiutato ad interiorizzarlo e a farlo mio.
Come mi ha aiutato? Riconoscendo che non siamo sole, riconoscendo che di mamme mancate ce ne sono tantissime e moltissime volte non hanno voce. Credo sia ora di ascoltarle.

Hai scritto anche racconti e favole per bambini, ce ne vuoi parlare.

Le favole per bambini sono state in assoluto i miei primi lavori, è bizzarro come lo siano state per una che poi mamma non lo è diventata.
Ho iniziato a scriverle nei primi anni duemila, cercando di rendere in salsa favola per bambini temi seri come l’autostima, l’altruismo, la paura, l’accettazione di noi stessi.
Credo che molte si possano ancora trovare in rete.
Poi dalle favole sono passata ai racconti per persone un po’ più grandi e ho avuto la fortuna di scrivere racconti sentimentali, ironici, horror (sì, proprio horror!) che sono stati pubblicati in diverse antologie.
Era decisamente divertente scriverli!

Quali progetti hai per il futuro?

In questo momento sono concentrata nel far conoscere Nina il più possibile, mi piacerebbe che potesse aiutare persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza, ma sicuramente continuerò a raccogliere pensieri e a scrivere.
C’è già qualche idea che inizia a far capolino, vediamo di assecondarla.

Domanda d’obbligo qui su Zebuk quale libro hai sul comodino?

In questo momento ho un libro acquistato a Londra qualche mese fa che narra della storia d’amore fra Victoria (futura regina) e Albert.
Fammi leggere qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’Inghilterra e sarò felice !

Quale o quali libro invece ti sono rimasti nel cuore?

Ti rispondo subito con due libri:
“Care presenze” di Sandra Petrignani. Ciclicamente sento il bisogno di leggerlo e la storia di questa famiglia non mi stanca mai.
“I Sonetti” di William Shakespeare, credo siano semplicemente perfetti ed eterni, come l’autore.

Grazie a te, Angela! e’ stato un onore essere intervistata dalle amiche di Zebuk!

Grazie Caterina e a prestissimo.

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