Andromeda Heights, Banana Yoshimoto

Il campanello era rotto, perciò bussai alla porta; una voce mormorò “avanti”: mi apprestavo a incontrarlo per la prima volta.
Aspettai trepidante.
La casa odorava di solitudine, di purezza, come il sentore dolciastro del gelsomino.
Cercai con lo sguardo l’origine di quel profumo e vidi, vicino alla finestra del salotto, uno splendido gelsomino in vaso. Le persone si riconoscono dalle piante che tengono in casa, dal loro odore. Mi sentii subito serena, tranquilla.

Un romanzo di formazione ricco di suggestioni e piccole perle di saggezza da conservare e custodire, quello di Banana Yoshimoto, primo capitolo di una quadrilogia, Il Regno.

La recensione di Andromeda Heights, Banana Yoshimoto

Fino a pochissimo tempo fa non facevo che rimpiangere le cose perdute, mentre ora maturava dentro di me la consapevolezza di non aver perduto niente. È sufficiente possedere un corpo, un cuore e un’anima, e non difetteremo di nulla.

Quando la nonna lascia il Giappone per raggiungere l’uomo con cui ha deciso di passare la sua vita, Shizukuishi abbandona le montagne dove ha sempre vissuto per costruirsi una nuova vita in città. Ma tutto è diverso, tutto è nuovo e non così bello e piacevole come immaginava. Come salvarsi? Come riuscire a ricostruire una dimensione in cui essere se stessa?
La risposta sta tutta dentro di sé. Sta nell’amore di cui si riempie la propria vita, sta nel mettersi a disposizione dell’altro, sta nella cura, nel capire chi si voglia essere, se esempio buono o cattivo. La piccola e ingenua Suzukuishi, scesa dalle montagne e approdata in una grande città, impara tutto questo grazie all’intervento di alcuni personaggi importanti ma all’apparenza normalissimi, di una serie di preziosi cactus, di varie specie di amore, tutte ugualmente fondamentali:

Dal mio punto di vista c’è un paradiso dentro di lui. Dove sbocciano fiori, il sole splende, soffia una brezza piacevole e l’aria è limpida, e tutto è puro e delicato, tanto da commuovere.

Il mio parere su Andromeda Heights, Banana Yoshimoto

Se decido di farlo vuol dire che lo posso fare. Rinunciare significherebbe essere schiavo del tempo. Se si sta con le mani in mano quando si desidera qualcosa, si rischia di non ottenerla mai più… […] Il tempo è qualcosa di straordinario. Si estende, si concentra, vive di vita propria… E anche il cuore degli uomini fa così, o almeno credo. Si materializzano davanti a me nuove ipotesi, il puzzle sembra comporsi poco per volta, sento che sono vivo. Come quando guardavi il cielo stellato tra le tue montagne, Shizukuishi.

Si parla di Amore, in Andromeda Heights, di molte forme di Amore. Da quello tenero di Shizukuishi per la nonna ed i suoi cactus a quello delicato tra Kaede e Kataoka, così opposti e così complementari, all’Amore ‘normale’ di Shizukuishi per Shin’ichiro, a quello speciale tra lei e Kaede. Non conoscete i personaggi e quindi non potete immaginare di chi stia parlando, ma fidatevi: sono tutti amori su cui indagare, tutti amori da scoprire e capire.

Un romanzo di poche pagine, tenero e delicato, con un tocco diverso da quello che ricordavo di Banana Yoshimoto. Un romanzo di formazione che spiazza nelle prime pagine, che non si fa capire bene se non dopo aver superato lo scoglio della sorpresa e dello stordimento iniziali. Che sono quelli di Shizukuishi, se ci pensiamo bene: lei che ha sempre vissuto lontano dalla “civiltà”, che ha condiviso letto e cibo solo con sua nonna e con i cieli stellati di montagna che dovevano vedersi dal rifugio, deve essersi sentita completamente disorientata a ritrovarsi d’un tratto sola, in un luogo pieno di rumori, odori e gente sconosciuta e incomprensibile nei suoi atteggiamenti, isolata da tutti per abitudini e usi e costumi, con una vita nuova di zecca tutta da ricominciare!

Ma

Il mondo ci sa svelare i suoi segreti in forme del tutto inattese

e così Shizukuishi, con una potente volontà, con una caparbietà e una fermezza docile e gentile, inizia una nuova vita, viene a contatto con molte persone, impara a gestire attività e umanità di vario tipo. E con l’aiuto dei ricordi e dei consigli della nonna, con le parole ispiranti di Kaede, con la gentilezza di Shin’ichiro e anche con i modi e il carattere brusco di Kataoka, cresce finalmente e scopre se stessa e le sue capacità.

Dovrebbe accadere anche a noi, a volte, un’avventura simile, vero? O magari a qualcuno che conosciamo e che non sappiamo come aiutare a venir fuori dal proprio guscio… chissà che non possa bastare un libro, magari proprio uno semplice, piccolo e delicato – apparentemente senza trama e senza significato come questo! 😉

Andromeda Heights
Banana Yoshimoto
Feltrinelli (collana I narratori), 2014, pag. 100, € 11,00
ISBN: 978-8807030918

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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