Ti avrei chiamata Nina, Caterina Falchi

“Perchè poi alla fine è tutto solo un viaggio. Perchè poi alla fine ci ritroviamo, volenti o nolenti, su questo treno che farà centinaia di fermate, attraverserà gallerie, farà salire e scendere migliaia di passeggeri, ma proseguirà imperterrito la sua corsa.”

La recensione di Ti avrei chiamata Nina di Caterina Falchi

Caterina, trentenne, laureata, con un buon lavoro e dopo qualche storia finita male, trova l’Uomo (con la U maiuscola come scrive lei) con cui mettere su famiglia.
Ma non sempre i sogni si trasformano in realtà.
Iniziano per loro le molteplici difficoltà, Caterina nonostante mille tentativi non resta incinta, decidono dopo vari esami di intraprendere il percorso delle cure ormonali ma non succede nulla.
Gli anni passano, l’orologio biologico si fa sentire, e il loro grande sogno sfuma…
Il sogno di diventare mamma svanisce con tanto dolore, che credo possa realmente capire solo chi ci è passato.

Caterina si racconta e lo fa anche in modo ironico dopo un lungo percorso psicologico, ora riesce anche a scherzarci su ma è stata sicuramente molto ma molto dura, soprattutto quando ogni giorno vedeva amiche, colleghe, vicine ecc con la “ pancia che si gonfia” perchè poi in questi casi ovunque si vedono donne incinte.

La mia opinione di Ti avrei chiamata Nina di Caterina Falchi

Come già ho avuto modo di dire all’autrice che conosco da anni, questo libro mi è piaciuto molto e credo possa essere molto utile a tutte le donne, sia per chi ha passato il suo stesso dolore, perché è un dolore troppo grande anche da raccontare, che non riesco neanche ad immaginare, sia per chi mamma ha avuto la fortuna di diventarlo.
Un dolore che ti cambia la vita e soprattutto da ammirare l’amore che poteva dividere lei ed il marito invece li ha uniti, li ha resi forti e comunque una bella famiglia.
Non nego di aver versato una lacrimuccia nell’ultimo capitolo.

“Perchè alla fine è tutto questione di amore, perchè anche se la vita non ci ha regalato questa gioia, io e il tuo papà andremo avanti, perchè mi piace pensare che da qualche parte tu ci sia comunque, magari nascosta fra i petali di un fiore, magari in un sorriso preso al volo, magari proprio in quell’amore che io e il tuo papà continuIAmo a darci nonostante tutto.”

Oltre alla sofferenza di non poter diventare mamme ci sono le difficoltà connesse alle persone intorno che a volte fanno affermazioni poco simpatiche e altre volte magari sono in difficoltà perché non sanno cosa dire o non dire per non ferire la coppia. Un’ultima riflessione sulle domande senza risposta che ci si pone sempre, sul perché donne che non vorrebbero diventano madri o peggio arrivano a fare del male ai figli, mentre chi invece ha tanto amore non ha questa fortuna…ma appunto come scrive Caterina sono domande senza risposta.

L’autore

Caterina Falchi vive a Monfalcone (Gorizia).
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, conduce una vita condita da libri, musica, danza, fotografia e un’irresistibile voglia di scoprire sempre cose nuove.
Ha iniziato scrivendo favole per bambini per il sito di Mammafelice (www.mammafelice.it).
Ha pubblicato “La Saponetta Magica”, vincitrice nel 2010 del concorso indetto dalla Casa Editrice Edigiò.
Un paio di sue favole hanno fatto parte delle raccolte Racconti di Natale di Barilla.
Alcuni racconti sono stati inseriti nelle antologie di Delos e Alcheringa.
Ha scritto articoli per il sito Zebuk (www.zebuk.it) che si occupa di libri.
E’ stata tra i soci fondatori dell’associazione culturale “TuttoSuiLibri” e ha collaborato a lungo con il blog TuttoSuiLibri.

Ti avrei chiamata Nina
Caterina Falchi
Alcheringa Edizioni, 2019, p. 49, € 9,50

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Photo : siamomamme.it

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