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Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar

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Ciascuno di noi ha più qualità di quel che non si creda, ma solo il successo le mette in luce, forse perché allora ci si aspetta di vederci smettere d’esercitarle.

Rileggo questo libro dopo tanti anni (25?) dalla prima volta.
Lo rileggo con un’anima diversa, è ovvio, a causa dell’età e delle esperienze, ma ritrovo, come già era accaduto nella prima lettura, la calma, la pacatezza, l’equilibrio di un uomo che racconta la sua vita con la voce di chi ha meditato, riflettuto, ponderato.
Adriano è un uomo di 60 anni, vecchio per quell’epoca, con alle spalle onori, guerre, successi, tradimenti, come chiunque di noi può aver avuto. La sua ricostruzione, il racconto della sua vita, è semplice e onesto e capisco quanta ragione abbia avuto l’autrice a volere che fosse lui, in prima persona, a raccontarlo:

“Se ho voluto scrivere queste Memorie di Adriano in prima persona è per fare a meno il più possibile di qualsiasi intermediario, compresa me stessa. Adriano era in grado di parlare della sua vita in modo più fermo, più sottile di come avrei saputo farlo io”.

La Filosofia. La Storia. Il Governo di un popolo immenso. La Pace. Le guerre.
Quello che ho trovato in queste pagine è stato Un Uomo. Con le sue molteplici sfaccettature, le ambizioni, i dubbi, le virtù, i pregi e tutti i difetti, con l’Amore, la Saggezza, la volontà di ottenere una Pace difficile ma più che mai giusta.
Anche ora che ne scrivo mi rendo conto che raccontarlo non è come leggerlo: l’Uomo è l’unico che può parlare di se stesso, se è stato capace di una profonda introspezione, se ha avuto la forza, il coraggio di guardarsi dentro, nel modo più sincero. E non a caso è una donna ad aver scritto questo libro: espressione perfetta, approfondita, frutto di una ricerca storica paziente e puntigliosa. Luoghi, avvenimenti, emozioni e sensazioni. Con la capacità di espressione attenta che la donna più che l’uomo sa avere.

Come Ulisse ho viaggiato per 7 anni in cerca della mia Itaca… gli approdi che via via mi vedevano rifocillarmi alle altrui fonti non facevano altro che allontanarmi sempre più dalla mia patria, e sempre più smarrita mi scoprivo…. infine… l’ho trovata…. la mia Itaca… (… e mi accorsi… quanto sia vantaggioso essere un uomo nuovo… solo… quasi senza avi… un Ulisse senz’altra Itaca che quella interiore…)

Leggetelo, questo libro, provate. Non occorre possedere le basi della filosofia per guardare dentro sé. Non occorre essere studiosi né amanti della letteratura: basta aprirsi a quella persona che ci guarda allo specchio e raccontarle di noi, esseri normali e mortali.

Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più…
Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti.

Memorie di Adriano
Marguerite Yourcenar
Einaudi, 2014, pag. 354, € 11,05
ISBN: 978-8806219710

Per acquistare:

Photo : abc.es

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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